UTILITIES - Pubblicati i deflatori e l’inflazione definitivi per il calcolo delle tariffe finali 2024 e i dati provvisori per le tariffe 2025

Per il trasporto gas non e’ stata pubblicata alcuna delibera ma e’ ragionevole attendersi dati definitivi in linea con quelli della trasmissione elettrica.

Autore: Redazione
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Fatto

L’Autorità ha pubblicato nel fine settimana i valori definitivi del deflatore (per il calcolo della componente del ritorno sul capitale) e della variazione dei prezzi al consumo (per il calcolo dei costi riconosciuti) da utilizzare per il calcolo delle tariffe finali 2024 nei settori della trasmissione elettrica, della distribuzione elettrica e della distribuzione gas.

Per quanto riguarda la trasmissione e la distribuzione elettrica il de flatore e’ stato fissato al 5.5%, leggermente sotto al precedente 5.9% ma sostanzialmente in linea con le attese mentre l’inflazione e’ stata fissata al 5.4% dal precedente 6.0%. Per quanto riguarda la distribuzione gas i due dati sono invece rispettivamente pari al 5.3% (in linea con le attese) e al 5.4% (sempre dal precedente 6.0%).

Per quanto riguarda le tariffe 2025, il deflatore per la trasmissione/distribuzione elettrica e’ stato provvisoriamente fissato al 0% mentre quello per la distribuzione gas è stato fissato al 0.3%; per i tre settori l’inflazione e’ stata invece fissata al 1.1% dal precedente 1.9%.

Per il trasporto gas non e’ stata pubblicata alcuna delibera ma e’ ragionevole attendersi dati definitivi in linea con quelli della trasmissione elettrica.

Effetto

Per quanto riguarda le tariffe 2024 l’impatto dei dati definitivi sui numeri di P&L di Terna, Snam e Italgas e’ del tutto trascurabile.

Per quanto riguarda le tariffe 2025 l’impatto derivante dalla più bassa inflazione sui costi operativi riconosciuti dovrebbe avere un impatto limitato allo 0.2 - 0.3% dei ricavi delle tre società (0.5% circa a livello di EPS) mentre sarà poi importante verificare il dato finale del deflatore che verrà utilizzato dal regolatore poiché’ in caso di conferma dello 0% vi sarebbe un downside rispetto alle assunzioni contenute nei piani industriali delle società stimabili nello 0.5% dei ricavi nel caso di Italgas (1% circa degli EPS) e vicina all’1% nel caso di Snam e Terna (circa 2% degli EPS).

Ricordiamo che il regolatore ha in corso una consultazione per la modifica del calcolo del deflatore degli investimenti che potrebbe portare a valori più elevati già a partire da quelli da utilizzare per il calcolo delle tariffe 2025.



Azioni menzionate

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