Utility - Pubblicati gli orientamenti di Arera

Sulla rimodulazione delle concessioni di distribuzione elettrica

Autore: Redazione
Enel_websim1

Fatto

Ieri sera a mercati chiusi Arera ha pubblicato il Documento per la consultazione 238/2025 contenente gli Orientamenti per la proposta dell’Autorità sui piani straordinari di investimento pluriennale degli operatori ai fini della rimodulazione delle concessioni di distribuzione dell’energia elettrica e sui criteri per la determinazione dei relativi oneri. Il documento dell’Autorità segue alle disposizioni di legge contenute nella legge Bilancio 2025 pubblicate il 31 dicembre 2024 che prevedono entro il 30 giugno 2025 l’approvazione di un decreto legge contenente i termini e le modalità per la presentazione da parte dei concessionari di piani straordinari di investimento pluriennale ed i criteri per la determinazione degli oneri che i concessionari del servizio sono tenuti a versare in ragione della rimodulazione delle concessioni in essere per un periodo non superiore a venti anni. Tra i principali orientamenti di Arera:

1) la rimodulazione dovrebbe avere una durata relativamente lunga, almeno superiore a 10 anni, omogenea per tutte le imprese che ottengono l’approvazione dei piani straordinari di investimento;

2) a seconda della finestra temporale in cui vengono presentati, i piani straordinari dovranno riguardare il periodo 2027-2031, oppure il periodo 2029-2033;

3) l’impresa deve impegnarsi ad incrementare gli investimenti medi nel quinquennio del piano straordinario rispetto al valore degli investimenti medi sostenuti nel quinquennio 2020-2024 (almeno del 10%-20% se nel 2020-2024 gli investimenti hanno superato gli ammortamenti oppure 25-35% se sono risultati inferiori agli ammortamenti);

4) per ciò che riguarda la quantificazione degli oneri di rimodulazione straordinaria della concessione, l’Autorità ritiene che tale onere potrebbe essere fissato quale percentuale dei ricavi ammessi a copertura dei costi di capitale di ciascun distributore derivanti dalle tariffe di riferimento definitive determinate per l’anno 2023 (i ricavi totali ammessi a copertura dei costi di capitale per il servizio di distribuzione e misura nell’ambito delle tariffe di riferimento 2023 ammontano a circa Eu3.1bn).

Effetto

Rispetto alle attese gli orientamenti dell’Autorità appaiono in generale più cauti, in particolare per ciò che riguarda la durata della rimodulazione (“almeno superiore a 10 anni” rispetto all’indicazione contenuta nella legge Bilancio che parlava di “un periodo non superiore a venti anni”) e per quanto riguarda la quantificazione degli oneri di rimodulazione che sono ovviamente legati alla durata della rimodulazione (Arera parla in termini vaghi di una “percentuale” dei Eu3.1bn di ricavi ammessi a copertura dei costi di capitale nel 2023 ma il mercato si era orientato su valori almeno doppi rispetto a qu ella cifra). Se i numeri definitivi della rimodulazione dovessero avvicinarsi ai 10 anni per quanto riguarda l’allungamento delle concessioni ed a Eu3.1bn per ciò che riguarda l’onere l’impatto sulle società coinvolte sarebbe più limitato rispetto alle attese, s timiamo attorno a Eu2.5bn di RAB aggiuntiva per Enel e Eu300 - 350mn di RAB aggiuntiva per Acea.

Ricordiamo comunque che quella dell’Autorità è una proposta che non dovrebbe vincolare eccessivamente il governo. Osservazioni entro il 23 giugno, adozione della proposta proposta sui piani straordinari di investimento pluriennale e sui criteri per la determinazione degli oneri conseguenti entro il 31 luglio 2025 (data che appare successiva a quella di pubblicazione del decreto) e definizione di disposizioni puntu ali per le modalità di inclusione nelle tariffe di rete dei suddetti oneri di rimodulazione entro il 31 marzo 2026.



Azioni menzionate

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