UTILITIES - Distribuzione elettrica, emendamento al Ddl Bilancio 2025 per prorogare le concessioni
La proposta di allungamento delle concessioni a fronte di investimenti, ricalca quanto si sta cercando di proporre per le concessioni idroelettriche da diversi mesi.

Fatto
Inserito un emendamento al Ddl Bilancio 2025 per la possibile proroga delle concessioni della distribuzione elettrica, in scadenza al 2030.
La proposta prevede un rinnovo fino a un massimo di 40 anni a fronte di un impegno dei concessionari a predisporre “piani straordinari di investimento pluriennale”.
Termini e modalità per la predisposizione di tali piani dovrebbero essere definiti entro 180 giorni dal Mase, di concerto col Mef e su proposta dell’Arera.
Il provvedimento dovrebbe inoltre definire i criteri per la determinazione degli oneri che i concessionari sono tenuti a versare a fronte della “rimodulazione” delle concessioni.
L’emendamento propone inoltre che gli oneri siano inclusi dall’Autorità “nel capitale investito ai fini del riconoscimento degli ammortamenti e della remunerazione attraverso l’applicazione del tasso definito per gli investimenti della distribuzione elettrica”.
Effetto
Enel oggi è il principale operatore nella distribuzione elettrica in Italia, con un a quota di mercato pari a circa l’85%.
Gli altri principali operatori sono le ex Municipalizzate, in primis Acea, seguita da A2A, Iren e Hera. Ricordiamo che il decreto legislativo 79/99, (cd decreto Bersani) affida a un regolamento il rilascio delle nuove concessioni, i cui criteri vanno definiti nel 2025 e che dovrebbero partire nel 2030.
Sempre secondo il decreto Bersani, all’esito di questo percorso nessun operatore potrà avere più del 25%.
La proposta di allungamento delle concessioni a fronte di investimenti, ricalca quanto si sta cercando di proporre per le concessioni idroelettriche da diversi mesi.
Questa soluzione garantirebbe agli attuali operatori un quadro normativo certo, con maggiore visibilità sui ritorni attesi degli investimenti, in una fase in cui è richiesta un’accelerazione dei Capex sulle reti.
L’eventuale inclusione degli oneri aggiuntivi nella RAB sarebbe una soluzione molto favorevole per le utilities, che non dovrebbero riconoscere extra costi a fronte dell’allungamento delle concessioni.
Azioni menzionate
Advertisement

