UTILITIES - Confermata nella Legge di Bilancio 2025 la proroga delle concessioni di distribuzione elettrica

Enel oggi è il principale operatore nella distribuzione elettrica in Italia, con una quota di mercato pari a circa l’85%.

Autore: Redazione
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Fatto

Confermata nella Legge di Bilancio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre, la proroga delle concessioni di distribuzione elettrica. Ai commi 50 -53 sui piani di investimento pluriennale per la distribuzione dell’energia elettrica, è infatti prevista la proroga per 20 anni delle concessioni, la cui scadenza era prevista al 2030.

Termini e modalità per la predisposizione dei piani dovranno essere stabiliti entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio, quindi entro fine giugno, con decreto del Mase, di concerto col Mef e su proposta dell’Arera, previa intesa della Conferenza Unificata e parere delle commissioni parlamentari competenti.

Effetto

Ricordiamo che la proposta iniziale prevedeva una proroga di 40 anni, poi dimezzata a 20 anni, con in aggiunta l’istituzione di un fondo presso il Mef nel quale dovranno confluire le eventuali maggiori entrate correnti derivanti dalla norma, con l’obiettivo prioritario di ridurre “i costi energetici delle utenze domestiche e non domestiche”.

Enel oggi è il principale operatore nella distribuzione elettrica in Italia, con una quota di mercato pari a circa l’85%.

Gli altri principali operatori sono le ex Municipalizzate, in primis Acea, seguita da A2A, Iren e Hera.

Ricordiamo che il decreto legislativo 79/99, (cd decreto Bersani) affidava a un regolamento, i cui criteri avrebbero dovuto essere definiti nel 2025, il rilascio delle nuove concessioni a partire dal 2030.

Sempre secondo il decreto Bersani, all’esito di questo percorso nessun operatore avrebbe dovuto avere più del 25% del mercato. La proposta di allungamento delle concessioni a fronte di investimenti, ricalca quanto si sta cercando di proporre per le concessioni idroelettriche da diversi mesi.

Questa soluzione garantirebbe agli attuali operatori un quadro normativo certo, con maggiore visibilità sui ritorni attesi degli investimenti, in una fase in cui è richiesta un’accelerazione dei Capex sulle reti.

L’inclusione degli oneri aggiuntivi nella RAB sarebbe una soluzione a n ostro avviso favorevole per le utilities, che potrebbero così recuperare negli anni l’esborso iniziale



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