UNICREDIT - Alziamo il target price a 26,50 euro dopo la semestrale record
Le nostre stime 2023 sono adesso allineate alla nuova guidance
Fatto
Unicredit [CRDI.MI] si è proiettata sui massimi da sette anni in seguito ai conti record del primo semestre (dettagli nel precedente commento della rubrica Fatti & Effetti). Conferme ulteriori sono giunte dalla conference call.
Il margine d’interesse è ulteriormente cresciuto del +6% QoQ, grazie ad un basso deposit beta (24% a livello di gruppo), soprattutto in Italia (ca. 11%), mentre le commissioni sono calate del -4.6% QoQ, in linea con le attese a causa anche della cancellazione di alcune commissioni su conti correnti.
L’utile netto si è attestato a Eu2,310mn, rispetto alle stime di Eu1,942mn, mentre il CET1 Ratio è cresciuto a 16.64% (atteso a 16.47%).
Effetto
Aumentiamo in media le stime di EPS 2023/24/25 del 9% per tener conto di un più lento adeguamento del costo della raccolta diretta e un costo del rischio più basso grazie al basso default rate (0.8%) e invariati overlays a Eu 1.8bn che possono essere utilizzati nei prossimi 2 anni.
Riteniamo che il picco degli utili sia vicino guardando anche alla curva dei tassi e ormai nulli spazi di manovra per un ulteriore calo del costo del rischio (2bps nel trimestre).
Le nostre stime 2023 sono adesso allineate alla nuova guidance di utile netto e distribuzione di capitale fornita dal management in occasione dei risultati.
Alziamo il target price da 24 a 26,50 euro. Giudizio Neutrale.
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