Tlc - Digital Networks Act: nessuna stretta attesa sugli OTT

Focus su M&A e spettro

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo quanto riportato da Reuters, la Commissione europea non imporrà nuove regole vincolanti ai grandi gruppi tecnologici/OTT (Alphabet/Google, Meta Platforms, Netflix, Microsoft e Amazon) nel quadro del Digital Networks Act, nonostante le pressioni delle società di telecomunicazioni.

Il provvedimento, che sarà presentato il 20 gennaio, punta a rafforzare la competitività e gli investimenti nelle infrastrutture di rete europee.

I big tech saranno coinvolti solo su base volontaria, attraverso un regime di best practice coordinato dal BEREC.

La Commissione intende inoltre armonizzare a livello UE le regole su licenze e prezzi dello spettro radio.

Sono previste linee guida sulla fibra ottica e la possibilità per i governi di rinviare oltre il 2030 l’abbandono delle reti in rame.

Effetto

Nelle intenzioni della Commissione europea il Digital Networks Act dovrebbe includere anche indicazioni in materia di M&A nel settore delle telecomunicazioni, con l’obiettivo di favorire il consolidamento e la creazione di operatori più solidi a livello europeo.

L’impostazione attesa non è quella di nuove regole antitrust formali, ma di linee guida e criteri comuni per rendere più prevedibile e coerente la valutazione delle operazioni transfrontaliere.

In Italia il Digital Networks Act potrebbe incidere soprattutto su M&A (possibile merger tra Wind Tre e Iliad) e su spettro (rinnovi agevolati delle licenze in cambio di maggiori investimenti nel 5G standalone), anche alla luce dell’accordo di RAN sharing annunciato questa settimana da TIM e Fastweb nelle città con meno di 35.000 abitanti (risparmi di costo stimati in 250–300 mn € cumulati su 10 anni).



Azioni menzionate

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