TIM - Wind 3 scorpora la rete, ultime ore per l’adesione dei dipendenti alla Newco
La scadenza per lo scorporo della rete di Wind3 è prevista per domani
Fatto
La prima scadenza "operativa" per lo scorporo della rete di Wind3 è prevista per domani, al fine di consentire ai dipendenti di aderire volontariamente alla NewCo con un incentivo economico. L'operazione, annunciata a maggio, prevede che EQT - un fondo svedese controllato dalla famiglia Wallenberg attraverso Investor AB - detenga il 60% della nuova società che gestirà la rete mobile e fissa di Wind3.
Secondo quanto riportato dal Sole24Ore, l'azienda ha chiesto ai lavoratori di dare il loro consenso in cambio di un incentivo economico di 25.000 euro lordi e garanzie di non licenziamento per cinque anni, nonostante l'opposizione dei sindacati.
La conclusione dell'operazione è prevista entro 6-9 mesi dalla firma dell'accordo dello scorso maggio, con una scadenza massima entro fine febbraio 2024, a meno che non ci siano ostacoli di natura autorizzativa (la procedura è soggetta anche all'esame del golden power).
Nella nuova società della rete, saranno trasferiti 2.000 dei 6.500 dipendenti attualmente impiegati presso Wind3. Inoltre, l'azienda ha un accordo con Iliad per la condivisione delle infrastrutture di rete, che ha dato vita alla joint venture Zefiro.
Effetto
Con la cessione del controllo della rete di Wind 3, potrebbero aprirsi interessanti opportunità di consolidamento con la rete di TIM e Open Fiber, al fine di ottenere sinergie industriali grazie alla riduzione degli investimenti futuri sovrapposti.
Nel contesto geopolitico attuale, CK Hutchison (azionista di controllo di Wind 3) rinuncia al controllo della rete e mantiene il controllo al 100% dei servizi, con l'intenzione di reinvestire una parte consistente dei proventi della cessione sia nell'infrastruttura stessa, sia nel rilancio dell'azienda (come dimostrato dall'ultima acquisizione nel campo della cybersecurity a maggio).
Secondo noi, la cosa più interessante per TIM non è tanto la cessione della rete fissa di Wind 3, che è meno significativa in termini di dimensioni, copertura e valore rispetto a quella di TIM, ma piuttosto la cessione dell'infrastruttura mobile attiva.
È importante ricordare che Wind 3 ha già ceduto a Cellnex l'intera infrastruttura passiva (nel 2015 la cessione di 7.3k torri ex Galata e nel 2021 altri 9.1k siti nell'ambito dell'operazione con CK Hutchison a livello europeo): non escludiamo che in futuro altri operatori telefonici possano decidere di seguire una strada simile, affidando la gestione dell'infrastruttura attiva alle TowerCos (anziché a fondi di private equity) e mantenendo solo le licenze sullo spettro.
Questo nuovo assetto porterebbe le TelCo a operare sempre più come operatori quasi-MVNO, concentrati esclusivamente sulla qualità del servizio e sui nuovi servizi a valore aggiunto (cybersecurity, cloud, intelligenza artificiale, ecc.).
Giudizio Molto Interessante, target price 0,41 euro.
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