TIM vuole sondare Vivendi e CDP sulla struttura societaria

Le interlocuzioni dovrebbero passare da un accordo di riservatezza che consentirebbe a TIM di sedersi con i rappresentanti di Vivendi e CDP e di avere un feedback sulle possibili alternative

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo Reuters, TIM avrebbe intenzione di sondare Vivendi e CDP su alcune operazioni straordinarie per semplificare la struttura societaria e del capitale.

Il management starebbe valutando misure come il riacquisto parziale delle azioni di risparmio e l’incorporazione delle holding lussemburghesi (TI Finance NV e TI International NV) nella Capogruppo TIM S.p.A.

Le interlocuzioni dovrebbero passare da un accordo di riservatezza che consentirebbe al management di TIM di sedersi con i rappresentanti di Vivendi e CDP e di avere un feedback sulle possibili alternative.

Effetto

Le operazioni menzionate richiedono l’approvazione di un’EGM, dove Vivendi, con il 24% del capitale ordinario di TIM, esercita una minoranza di blocco.

Per questa ragione, le interlocuzioni di stakeholder engagement con i francesi ci sembrano necessarie, considerando l’elevato rischio di una bocciatura.

La semplificazione della struttura societaria tramite l’incorporazione di TI International NV e TI Finance NV in TIM S.p.A. offrirebbe numerosi vantaggi.

Tra questi, la riduzione dei costi amministrativi, una maggiore trasparenza verso il mercato e una gestione più diretta ed efficiente dei flussi fi nanziari, in particolare dei dividendi di TIM Brasil, che oggi transitano tramite TI International.

A fronte di una maggiore liquidità immediata (oggi gestita da TI Finance), la Capogruppo dovrebbe anche beneficiare di una significativa riduzione degli oneri finanziari che renderebbe più agevole il ritorno all’utile (sui 9M24 stimiamo una perdita di oltre Eu800mn), precondizione per il pagamento dei dividendi arretrati (Eu498mn).

L’operazione, benché positiva sotto il profilo finanziario, di governance e trasparenza, richiederebbe una gestione attenta per mitigare i potenziali effetti negativi legati alla perdita dei benefici fiscali delle holding lussemburghesi.

Quanto alla semplificazione della struttura del capitale , non escludiamo che la Società possa valutare un buyback a premio (tramite un’OPA parziale) delle azioni di risparmio su cui manteniamo una chiara preferenza (BUY, TP: Eu0.46) rispetto ai titoli ordinari (BUY, TP: Eu0.38). Per rendere possibile l’operazione, TIM potrebbe liberare riserve distribuibili procedendo ad una riduzione del capitale sociale (attualmente Eu11. 67bn, molto più alto di quello di alcuni grandi gruppi industriali come Enel) per riallinearlo maggiormente alla capitalizzazione di mercato attuale.

Anche in questo caso, trattandosi di un'operazione che modifica la struttura del capitale, sarà necessaria l'approvazione dell’EGM di TIM e l'assenza di opposizioni o astensioni da parte di Vivendi. Inoltre, qualsiasi riduzione del capitale sociale dovrà essere attentamente valutata per garantire una corretta patrimonializzazione del Gruppo, tenendo conto anche dei criteri stabiliti dalle agenzie di rating.



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