TIM - Vivendi si asterrà al voto dell’AGM di oggi
L’astensione di Vivendi era prevedibile ma non affatto scontata

Fatto
Vivendi si asterrà dal voto sul rinnovo del Cda di Telecom Italia all'assemblea di oggi.
Questa decisione dovrebbe favorire indirettamente la rielezione dell’attuale management, secondo i principali quotidiani, soprattutto in caso di bassa affluenza (56% secondo La Repubblica). Vivendi porterà comunque avanti il ricorso giudiziario contro la delibera con cui a novembre il cda ha approvato la cessione dell'infrastruttura al fondo americano.
La prima udienza è fissa per il 21 maggio, pochi giorni prima del termine indicativo del 30 maggio fissato da DGCOMP per completare l'istruttoria antitrust su NetCo. Se non vi saranno obiezioni da parte dell'Antitrust europeo, dunque, la cessione si chiuderà entro l'estate, come da programma. È possibile però, secondo La Repubblica, che venga chiesto il parere degli altri operatori, e che i tempi si allunghino di altre due settimane (ma non chiaro se si tratterebbe di un allungamento della fase1 che potrebbe comunque preludere ad una fase2).
Il Corriere della Sera riporta che la lista di minoranza di Merlyn Capital dovrebbe ottenere circa il 5% (2% secondo la Repubblica), mentre non sono noti i numeri di Bluebell. La lista del CdA uscente è supportata da CDP (10%), Assogestioni, piccoli azionisti e alcuni grandi investitori come Blackrock, Amundi, Norges, Vanguard.
L’AGM di TIM inizia oggi alle 11 e l’esito del voto dovrebbe essere reso noto verso mezzogiorno.
Effetto
L’astensione di VIV era prevedibile ma non affatto scontata e sarà interessante verificare, in base all’esito del voto di oggi, quanto la posizione dei francesi e la bassa affluenza siano stati determinanti per la rielezione dell’attuale management.
Leggiamo positivamente la notizia: la stabilità nella governance e una piena continuità nelle strategie sono aspetti cruciali per garantire il completamento della cessione di NetCo e la gestione del transaction period che inizierà a valle del closing, ma anche per scongiurare eventuali execution risk.
Se la lista di Merlyn dovesse risultare la seconda più votata e dovesse passare la riduzione del CdA da 15 a 9 consiglieri (da verificare quanto inciderà l’astensione di Vivendi su questo punto), il nuovo CdA dovrebbe essere composto dai primi 6 candidati della lista del CdA, includendo Gorno Tempini (presidente di CDP), dai primi 2 nomi della lista di Merlyn (Paolucci, Siragusa) e dal primo nome della lista di Bluebell (Giannotti De Ponti). Dalla presenza di questi nuovi consiglieri, ci aspettiamo un arricchimento di nuove competenze, ma anche una maggiore dialettica all’interno del CdA.
Azioni menzionate
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