Tim - Vivendi presenta un nuovo appello contro la cessione della rete
La decisione definitiva sulla modalità della riunione sarà comunicata più avanti.

Fatto
Vivendi (VIV) ha presentato appello contro la sentenza del Tribunale di Milano che a gennaio aveva respinto il suo ricorso sulla vendita della rete TIM senza passare dall'assemblea straordinaria dei soci. Nel nuovo ricorso, depositato a febbraio, contesta la necessità di dichiarare preventivamente il proprio voto contrario per esercitare il diritto di recesso, perchè il diritto di recesso è riconosciuto anche ai soci che si astengono o non partecipano al voto.
Nessun commento da TIM, che domani riunisce il CdA per l'approvazione del bilancio 2024 e della politica di remunerazione, né da VIV, che potrebbe tornare a un ruolo più attivo in seguito ai colloqui con il nuovo azionista Poste. L’assemblea degli azionisti è stata posticipata al 24 giugno, dando più tempo a VIV e Poste per valutare le prossime mosse. A differenza dello scorso anno, quando l’assise si era tenuta a porte chiuse, secondo La Repubblica, TIM sembra orientata a convocarla in presenza, seguendo il trend di altre grandi aziende italiane.
La decisione definitiva sulla modalità della riunione sarà comunicata più avanti.
Effetto
Nonostante i segnali di apertura di Poste nei confronti di VIV e il posticipo dell’assemblea a giugno, funzionale a favorire il dialogo tra i soci, questo ennesimo appello conferma la propensione di VIV a preservare lo status quo.
VIV potrebbe infatti continuare a far valere la propria influenza sulla governance come leva negoziale per ottenere un'uscita a condizioni più favorevoli rispetto alle attuali valutazioni di mercato. Se lo stallo nella governance dovesse persistere, non escludiamo che Poste possa incrementare la propria partecipazione in TIM, portandosi al 24% delle azioni ordinarie (investendo altri c.Eu0.6bn ai prezzi correnti), con l’obiettivo di riequilibrare gli assetti nella governance e sbloccare iniziative di creazione del valore (abbattimento capitale sociale per liberare riserve e remunerare gli azionisti, conversione/buyback titoli di risparmio, consolidamento del mercato).
Azioni menzionate
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