TIM - Vivendi potrebbe presentare una propria lista
Commento ad altre indiscrezioni

Fatto
Principali indicazioni dalla stampa su TIM e sul settore:
• Rinnovo CdA: Vivendi potrebbe presentare una propria lista per il rinnovo di CdA di TIM, nominando Georgeson come proxy agent per la raccolta delle deleghe (TIM ha già incaricato Morrow Sodali). La sollecitazione e raccolta di deleghe da parte di VIV non rappresenterebbe un problema in termini di superamento di soglia d'opa (25% nel caso di TIM), perché considerato possibile in sede assembleare purché siano rispettati il regolamento e i principi di trasparenza previsti dall'autorità. (Milano Finanza)
• TIM Sparkle: L’offerta del MEF è di Eu625mn (5x EBITDA) ma potrebbe salire a Eu750mn (6x) con gli earnout. Il Mef ritiene Sparkle tanto strategica quanto complessa da gestire, per questo ha bisogno di un partner che lo accompagni nel processo, come TIM (La Repubblica). L’asset è in carico a Eu850mn nei bilanci di TIM e la possibilità di mantenere una quota di minoranza rinunciando a una parte dell’incasso e partecipare alla creazione di valore potrebbe evitare a TIM di registrare una minusvalenza. Non è escluso che i tempi della vendita potrebbero allungarsi fino al 23 aprile (Corriere Della Sera).
• Congelato deal tra EQT e Wind3: il deal da Eu3.4bn per la cessione della rete fissa e mobile è stato interrotto per l’opposizione esercitata da Iliad, partner di Wind3 nella JV Zefiro che controlla 7k siti, circa 1/3 dei siti di Wind3. Iliad avrebbe chiesto di uscire dalla JV allo stesso prezzo di Wind3. In base agli accordi presi, Wind3 si sarebbe dovuta coordinare con i Iliad in caso di cambio di assetti proprietari. (Milano Finanza)
• Consolidamento mercato: previsto questa settimana un incontro tra il management di Swisscom e quello di Vodafone Italia presso la sede di Fastweb. L’incontro suggerisce un'accelerazione della trattativa tra i due player e avvalora le voci che indicano un regime di esclusiva. Swisscom starebbe lavorando ad un’offerta migliorativa rispetto alla proposta di JV formulata da Iliad e considerata «inadeguata» da Vodafone che valorizzava Vodafone Italia ad un EV Eu10.45bn (circa 8x EBITDAaL). (Corriere della Sera)
Effetto
Le indiscrezioni sulla posizione di VIV rafforzano lo scenario di un proxy fight e sono destinate ad alimentare l’appeal speculativo di uno stake building pre-assembleare che potrebbe supportare le quotazioni del titolo ordinario.
La contrapposizione con la lista del CdA uscente potrebbe infatti accentuarsi, laddove VIV dovesse presentare una propria lista di candidati e un nuovo piano industriale per TIM che dovesse contemplare il definitivo break-up del Gruppo e la vendita dei singoli asset. Tale scenario è stato più volte auspicato da VIV (ricordiamo la posizione a favore di una scissione proporzionale del Gruppo) e potrebbe ottenere il supporto da parte di investitori event-driven in chiave speculativa di breve termine.
Riteniamo tuttavia che la conferma dell’attuale management, grazie al supporto di CDP alla lista del CdA, possa garantire continuità nella strategia di rilancio di TIM Consumer nel lungo periodo e garantire il presidio strategico di TIM Enterprise, senza mettere a repentaglio i risultati finora ottenuti.
Da un radicale ricambio del CdA e del management di TIM non vediamo, invece, rischi per la cessione di NetCo. Come ribadito piu volte dal management, una volta ottenute le necessarie approvazioni dall'autorità antitrust e dal golden power, la cessione diventa infatti irreversibile e vincolante.
Ne consegue che un nuovo CdA TIM, controllato o partecipato da VIV, potrebbe difficilmente modificare il corso degli eventi.
Azioni menzionate
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