TIM - Vivendi potrebbe cercare un accordo con il governo dopo l’AGM
Con il suo 23.75% del capitale ordinario, Vivendi è destinata ad avere un ruolo determinante nel voto assembleare

Fatto
Ieri il Ministro del Tesoro sull'unica proposta reale sulla rete è quella dello Stato, in grado di garantire la sopravvivenza di TIM nel futuro.
La Stampa riporta che Vivendi potrebbe probabilmente astenersi, in linea con quanto riportato nei giorni scorsi.
La Stampa aggiunge che VIV non dovrebbe votare per Merlyn poiché il suo piano, che è a favore della cessione di NetCo, è anche a favore della cessione del Brasile e di TIM Consumer, piano che non sembra in linea con la strategia dei francesi (malgrado l’assenza di visibilità sui loro piani). VIV potrebbe astenersi e cercare con il governo un accordo su TIM dopo l’AGM.
Effetto
Di recente VIV non ha escluso la possibilità di astenersi su alcuni punti dell'Ordine del Giorno all'assemblea del 23 aprile, senza però specificare se ciò riguarderà l'elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione.
Con il suo 23.75% del capitale ordinario, Vivendi è destinata ad avere un ruolo determinante nel voto assembleare, soprattutto in caso di scarsa partecipazione. In assenza di ulteriori garanzie o di programmi alternativi a quello dell’attuale management, l’astensione in AGM da parte di Vivendi (23.75% di TIM ord) ci sembra oggi lo scenario più probabile.
Questo scenario offrirebbe anche buone chance alla lista del CdA uscente, di prevalere sulla lista di Merlyn, soprattutto grazie al supporto di CDP (con il 9.8%).
Restiamo dell’idea che per portare a termine un’operazione complessa come la cessione di NetCo ma anche gestire il transaction period di alcuni mesi dopo il closing e per scongiurare eventuali execution risk occorra stabilità nella governance e piena continuità nelle strategie. Questi aspetti potrebbero essere al centro anche delle preoccupazioni del governo e sottolineano l'importanza di ristabilire un dialogo con Vivendi, considerando il ruolo determinante dei francesi sulla governance futura del Gruppo. In questo senso, la possibilità di un accordo con VIV dopo l’AGM del 23 aprile potrebbe assicurare a VIV maggiore visibilità su una exit strategy futura e a TIM una possibile riappacificazione della governance.
Azioni menzionate
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