TIM - Via libera da OF all'accordo con TIM per la condivisione delle infrastrutture nelle aree grigie
TIM metterà a disposizione le proprie infrastrutture
Fatto
Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore, il Consiglio di Amministrazione di Open Fiber (OF) ha approvato l'accordo con TIM [TLIT.MI] (NetCo) per la condivisione delle infrastrutture nelle zone grigie del Paese.
Secondo l'accordo, TIM metterà a disposizione i propri cavidotti e infrastrutture nelle zone grigie, mentre OF dovrà pagare alcune decine di milioni di euro. Tuttavia, OF fornirà a sua volta collegamenti in fibra per le stazioni radio base e le infrastrutture nelle zone nere del Paese in cui OF è presente.
Questo accordo segue quello di maggio 2022 sulle zone bianche, per cui OF ha pagato circa 200 milioni di euro a TIM. L'accordo arriva dopo le multe applicate da Infratel lo scorso luglio a TIM e OF (47 milioni di euro per OF e 34,6 milioni di euro per TIM) per i ritardi nella realizzazione del Piano Italia 1 Giga, finanziato dal PNRR. Le multe sono state addebitate per il mancato collegamento dei civici entro il 30 giugno 2023, con l'obiettivo del 15% del totale.
Secondo il meccanismo attuale, le multe possono essere recuperate e quindi completamente eliminate nelle due tappe successive, entro giugno 2024.
Con l'avanzamento dei lavori, le multe diventerebbero quindi "virtuali". In questo contesto, l'accordo potrebbe rivelarsi funzionale all'accelerazione del rollout grazie alla condivisione delle infrastrutture.
Effetto
Buona notizia, anche se già anticipata dalla stampa nei giorni scorsi. L'accordo tra TIM e Open Fiber per estendere la copertura alle aree grigie non solo evita il rischio di penali per i ritardi nel rollout, ma conferma anche l'esistenza di forti sinergie industriali tra le due reti. Secondo le stime fatte un anno fa dagli advisor tecnici, Italtel per TIM e Altman Solon per Open Fiber, queste sinergie potrebbero generare un valore compreso tra 4 e 4,5 miliardi di euro. Le sinergie sono legate al riutilizzo delle infrastrutture già presenti e sottolineano il forte razionale strategico di una possibile integrazione futura.
Recentemente, Macquarie (che possiede il 40% di Open Fiber) ha proposto di separare Open Fiber in due parti: una gestita da Macquarie (aree nere) e l'altra da CDP (aree bianche/grigie). Questa proposta potrebbe facilitare il coinvolgimento futuro di CDP nel progetto NetCo, con minori limitazioni antitrust rispetto a una combinazione più ampia di NetCo con l'intera rete Open Fiber. In particolare, consentirebbe a CDP di limitare l'impegno finanziario per acquisire una partecipazione in NetCo insieme a KKR, lasciando gli altri asset di Open Fiber a disposizione.
Dal punto di vista regolatorio, resta da verificare la legittimità di concentrare la gestione del piano "Italia a 1 Giga" (aree grigie) in una singola società, considerando che le regioni sono state deliberateamente assegnate a due operatori diversi che hanno poi vinto le gare (Open Fiber e TIM).
Giudizio Molto Interessante, target price 0,41 euro.
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