TIM - Valuta l’estensione dell’oggetto sociale
Iliad interessata a TIM Consumer ma resta distanza sulle valutazioni

Fatto
TIM ha diffuso un comunicato per chiarire indiscrezioni di stampa, in particolare un articolo del Messaggero di sabato, in merito a proposte di modifica dello Statuto che includerebbero l’estensione dell’oggetto sociale per offrire servizi quali assicurazioni, prodotti bancari, pagamenti digitali ed energia (già presenti nell’offerta di PST).
Le proposte saranno esaminate dal CdA il 23 maggio e sottoposte all’assemblea straordinaria degli azionisti, convocata per il 24 giugno in modalità remota con rappresentante designato.
In caso di approvazione, i soci dissenzienti potranno esercitare il diritto di recesso (prezzo medio ultimi 6 mesi 0.2836€ per TIT e 0.3247€ per TITR, rispetto ai prezzi di chiusura di venerdì pari rispettivamente a 0.382€ e 0.4209€).
In base ad alcune stime preliminari citate dal quotidiano, l’estensione dei servizi potrebbe generare circa Eu100mn di EBITDAaL aggiuntivo per TIM.
Sempre il Messaggero riferisce dell’interesse di Iliad per una combinazione con TIM Consumer; tuttavia, Iliad valuterebbe i propri asset a 8x EBITDAaL rispetto al multiplo di 4x attribuito a TIM, una differenza che renderebbe complesso raggiungere un accordo.
Effetto
La stima preliminare di Eu100mn EBITDAaL incrementale legata all’upselling di nuovi servizi digitali ci sembra ragionevole e implicherebbe, sulle nostre stime 2025-26, un upside di circa il 5% sull’EBITDAaL domestico e poco meno del 3% a livello di Gruppo.
La modifica dell'oggetto sociale di TIM rappresenta un passo propedeutico alla strategia dell'azienda di evolversi in una piattaforma multiservizi digitali.
Unitamente al rafforzamento della partnership con Poste Italiane, questa trasformazione punta a soddisfare le esigenze diversificate dei clienti, migliorando l'ARPU e consolidando la posizione di TIM nel mercato digitale italiano.
Secondo noi, l’ipotesi di un consolidamento con Iliad ha avuto un ruolo secondario nel recente rally del titolo, considerando lo scetticismo del mercato sulla fattibilità dell’operazione, legato sia ai potenziali ostacoli antitrust, sia all’incertezza sull’endgame in termini di assetto di controllo della combined entity.
Inoltre, il multiplo implicito di 8x EBITDAaL a cui Iliad valuterebbe i propri asset, pur in linea con il 7,5x pagato da Fastweb per Vodafone Italia, implica un premio eccessivo rispetto ai multipli attuali di TIM e risulta poco giustificato dalla scarsa generazione di cassa di Iliad Italia, aumentando i dubbi sulla sostenibilità dell’operazione.
Riteniamo che la sovraperformance del titolo sia invece principalmente spiegata da una combinazione di fattori: l’uscita di VIV dall’azionariato e l’ingresso di PST (con conseguente riduzione dello sconto sulla governance), il miglioramento dei trend domestici e la maggiore visibilità sul rimborso del canone 1998.
Laddove lo scenario di consolidamento con Iliad non si concretizzasse, vediamo quindi rischi limitati per il titolo.
Dal canto suo, TIM potrebbe comunque beneficiare di una market repair in caso di aggregazione tra Iliad e Wind3, oppure realizzare sinergie industriali tramite un accordo di network sharing con uno dei due operatori, opzione win win e priva di rischi antitrust.
Azioni menzionate
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