TIM - Trattative tra Vodafone e Swisscom per possibile JV in Italia

Nel meeting di lunedì scorso, il CEO di TIM ha sottolineato come un accordo Vodafone-Iliad rappresenta la soluzione ottimale 

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

La Repubblica riferisce di trattative in corso tra Vodafone e Swisscom per una fusione delle rispettive divisioni italiane.

L’accordo potrebbe essere annunciato ad inizio 2024. Anziché una cessione completa e uscita dall’Italia, Vodafone starebbe considerando una joint venture, con la possibilità di implementare un meccanismo di put and call, per condividere immediatamente i vantaggi del consolidamento e attendere la ripresa del mercato, specialmente in vista dei nuovi servizi abilitati dal 5G.

Nel frattempo, Xavier Niel, fondatore e proprietario di Iliad, recentemente divenuto azionista al 2.5% di Vodafone Gruppo, avrebbe tentato senza successo di rinegoziare l'offerta da Eu11.25bn presentata per Vodafone Italia un anno fa. Niel avrebbe avuto anche avuto contatti informali con TIM e Fastweb.

Quest'ultima, oltre a essere coinvolta nelle trattative con Vodafone, è anche azionista di FiberCop con una quota del 4.5%, e potrebbe considerare la possibilità di rimanere socia dell'intera NetCo insieme a KKR e al MEF.

Effetto

Nel meeting di lunedì scorso, il CEO di TIM ha sottolineato come un accordo Vodafone-Iliad rappresenta la soluzione ottimale per una market repair, dal momento che Iliad, aggregandosi con Vodafone (market share del 22%), non sarebbe più indotta a praticare politiche aggressive sui prezzi pur di incrementare la sua quota di mercato (c.13%).

Al contrario, un’operazione Vodafone-Fastweb potrebbe costituire una minaccia per TIM nel segmento broadband (quota di mercato aggregata del 30.8% vs TIM 39.2%) ed in particolare nel segmento business per TIM Enterprise sui segmenti Top/ICT e nelle gare con la PA. 

Nel segmento mobile, non escludiamo invece un cambio di strategia da parte di Fastweb che oggi opera con un’offerta 5G sotto costo (a Eu7.95/mese) sfruttando l’accordo di MVNO con Wind3 e di TIM.

Inoltre, il management di TIM ha espresso apertura per un accordo di condivisione dell’infrastruttura attiva con Vodafone (non ha senso oggi avere 5 reti mobili in Italia), come naturale estensione di quello già raggiunto sull’infrastruttura passiva (condivisione torri tramite INWIT).

Tale accordo garantirebbe sin da subito alla ServiceCo interessanti sinergie sui costi (minori capex per acquisto degli apparati attivi), senza necessariamente dover aspettare un consolidamento tra gli operatori. 

Il nostro TP di Eu0.42/azione non include l’upside di Eu0.25/azione legato al possibile re-rating di TIM Consumer (oggi negativa nella nostra SOP per -Eu1.3bn) ad un multiplo di 5x EV/EBITDAaL (multiplo in linea con il settore TLC europeo e con quello offerto da Zegona in Spagna per un asset cash-burning come Vodafone Spain).
 



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