TIM - Trattativa del governo con SpaceX per servizi TLC militari

Il progetto quinquennale, da 1,5 miliardi, già approvato dai Servizi di Intelligence e dal Ministero della Difesa, sarebbe il più grande in Europa nel suo genere

Autore: Redazione
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Fatto

L’Italia è in trattative avanzate con SpaceX per un accordo da 1,5 miliardi di euro che prevede telecomunicazioni sicure per il governo, tra cui crittografia, comunicazioni militari e connettività satellitare per emergenze e per uso militare. Il progetto quinquennale, già approvato dai Servizi di Intelligence e dal Ministero della Difesa, sarebbe il più grande in Europa nel suo genere. Alternative come il sistema satellitare europeo IRIS² o una rete nazionale sono state scartate per i costi troppo elevati, superiori a 10 miliardi.

Effetto

È fondamentale distinguere tra usi civili e militari della tecnologia di telecomunicazione satellitare. L’accordo siglato dal governo Meloni sembra riguardare esclusivamente l’ambito militare e dell’intelligence. Sul fronte civile, invece, a metà ottobre, il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, in un’intervista al Sole24Ore, ha annunciato una collaborazione tra il governo e Elon Musk tramite Starlink (iniziativa sviluppata da SpaceX) per sperimentare l’utilizzo dei satelliti nelle aree remote, con l’obiettivo di colmare i ritardi del piano banda ultralarga del PNRR, menzionando test pilota in tre Regioni.

Va ricordato che Starlink è già operativo in tutta Italia, e questo solleva interrogativi sull’effettiva necessità di ulteriori finanziamenti pubblici per portare questa tecnologia nelle aree bianche, dove Open Fiber è oggi l’unico operatore titolato ad investire essendosi aggiudicata tutti i bandi Infratel.

L’introduzione di Starlink nelle aree bianche richiederebbe, inoltre, modifiche ai bandi pubblici per l’assegnazione dei fondi PNRR, con possibili implicazioni legali. In queste aree, le reti FWA, come quelle offerte da Eolo, garantiscono prestazioni paragonabili a quelle di Starlink a costi competitivi (circa 30 euro al mese). La proposta di finanziare Starlink con risorse pubbliche solleva dubbi legittimi sull’impatto dell’investimento: si rischierebbe di fornire un sussidio a fondo perduto per abbassare i costi di abbonamento e installazione, senza apportare reali benefici alla copertura complessiva. Inoltre, finanziare un operatore extra-UE senza garantire un mercato wholesale aperto potrebbe violare i principi di concorrenza e trasparenza previsti dai piani nazionali di connettività.



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