Tim/Poste - Escluse sinergie commerciali prima del 2028
Sono emersi altri rumours su M&A

Fatto
La Stampa di ieri riporta che Poste Italiane, pur avendo acquisito il 24.8% di TIM, si è impegnata con l’Antitrust a non sfruttare sinergie commerciali fino al 2028.
E’ atteso entro il 2026 il trasferimento del contratto di MVNO di PosteMobile dalla rete Vodafone a quella TIM. Nella sua istruttoria, AGCM segnala un progressivo indebolimento della quota di mercato di TIM e una crescente pressione sui prezzi. In tale scenario, La Stampa vede come unica ipotesi di consolidamento un accordo tra TIM e Iliad, scenario che potrebbe aprirsi solo dopo il rinnovo del CdA di Poste nel 2026.
Il Giornale di ieri scrive che le tlc italiane, gravate da un forte debito e da ricavi stagnanti a fronte di ingenti investimenti, non possono evitare un processo di consolidamento. Riprendendo quanto riportato da La Stampa sul legame Poste-TIM e sulle sinergie commerciali rinviate al 2028, il quotidiano sottolinea la necessità di riaprire il dibattito politico sulle operazioni di M&A, che coinvolgerebbero anche Iliad Italia.
Effetto
Quanto riportato da La Stampa era già noto: L’AGCM, nella sua istruttoria, ha escluso rischi concorrenziali di natura conglomerale derivanti dalla concentrazione TIM-Poste sia perché le offerte bundle lanciate da Poste hanno avuto storicamente adesioni marginali, sia perché la Società ha dichiarato che non proporrà iniziative con TIM fino al 2028, in linea con il piano strategico 2024-2028.
Riteniamo che le sinergie commerciali rappresentino solo una parte delle sinergie attivabili con Poste e TIM, che potrebbero svilupparsi su 4 direttrici: (i) rete, con la migrazione di parte della clientela Poste; (ii) consumer, tramite piattaforme comuni e la rete dei 13.000 uffici postali; (iii) Enterprise, con focus su servizi cloud e ICT, (iv) Possibile valorizzazione del patrimonio immobiliare di Poste attraverso l’individuazione di siti idonei alla realizzazione di nuovi data center. Nelle nostre stime su TIM e nel TP di €0.50/azione non includiamo ancora le sinergie con Poste Italiane. La nostra stima preliminare, limitata alle sole sinergie di costo ed escludendo quelle commerciali, evidenzia un potenziale upside complessivo pari a Eu1.8bn (NPV, ca. Eu0.08/azione) basandoci conservativamente su un risparmio del 2% applicato alla base costi cash aggregata di TIM Domestic e PostePay, pari a circa Eu180mn annui, corrispondenti a un upside di circa il 9% rispetto alle nostre attuali stime di EBITDAaL domestico di TIM.
Abbiamo quantificato questi benefici applicando un multiplo EV/(EBITDA-Capex) pari a 10x, in linea con le attuali valutazioni di mercato di TIM. Di recente la stampa aveva indicato sinergie di costo annue per Eu200-300mn annui dall'utilizzo della rete di uffici postali di Poste Italiane, oltre ai Eu200mn legati alla migrazione del contratto MVNO di PostePay dalla rete Vodafone a quella di TIM, quest’ultimi già compresi nel piano attuale di TIM. Ci aspettiamo che con i risultati del 3Q, attesi a novembre, vengano fornite maggiori informazioni sulle sinergie e, con il nuovo piano 2026-2028 previsto a inizio 2026, indicazioni numeriche più dettagliate.
Azioni menzionate
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