TIM - In dirittura l'intesa sulle infrastrutture nelle aree grigie
TIM e Open Fiber potrebbero raggiungere un accordo per la condivisione delle infrastrutture nelle Aree Grigie, simile a quello già raggiunto per le Aree Bianche.
Fatto
Secondo il Sole24Ore, TIM [TLIT.MI] e Open Fiber (OF) potrebbero presto raggiungere un accordo di condivisione delle infrastrutture nelle Aree Grigie, simile a quello già raggiunto per le Aree Bianche.
L'accordo consentirebbe a OF di utilizzare l'infrastruttura di FiberCop pagando un corrispettivo. Il giornale parla di un importo di poche decine di milioni, rispetto ai 200 milioni di euro pagati da OF per l'accordo sulle aree bianche. Resta da decidere se il pagamento verrà suddiviso in più tranche, come richiesto da OF, o in un'unica soluzione, come preferisce TIM. L'accordo sarà discusso dal Consiglio di Amministrazione di OF questa settimana. Reuters riporta che KKR ha incaricato Egon Zehnder di selezionare il nuovo amministratore delegato di TIM NetCo.
La scadenza del 30 settembre per la presentazione dell'offerta vincolante per NetCo è confermata, mentre il Consiglio di Amministrazione di TIM si riunirà il 27 settembre per discutere del dossier. Non ci sono ancora indicazioni sui contatti tra VIV, il governo e le altre parti coinvolte nel dossier.
Bloomberg riporta anche che il co-fondatore di KKR, Henry Kravis, sarà a Milano questa settimana per valutare nuove opportunità di investimento in Italia.
Effetto
L'estensione dell'accordo tra TIM e OF alle aree grigie conferma la presenza di forti sinergie industriali tra le due reti (con un range di Eu4-4.5b secondo la valutazione fatta un anno fa da Italtel per TIM e Altman Solon per OF). Queste sinergie sono legate al riutilizzo delle infrastrutture esistenti e sottolineano la forte logica strategica di una possibile integrazione futura.
La recente proposta di Macquarie (che possiede il 40% di OF) di separare OF in aree nere (Macquarie) e bianche/grigie (CDP) potrebbe facilitare un coinvolgimento futuro di CDP nel progetto NetCo con minori restrizioni antitrust rispetto a una combinazione più ampia di NetCo con l'intera rete Open Fiber. Questo consentirebbe a CDP di limitare l'impegno finanziario per acquisire una partecipazione in NetCo insieme a KKR, lasciando gli altri asset di Open Fiber.
Dal punto di vista regolatorio, resta da verificare la legittimità di concentrare la gestione del piano "Italia a 1 Giga" (aree grigie) in una singola società, considerando che le regioni sono state deliberateamente assegnate a due operatori diversi (Open Fiber e TIM) che hanno poi vinto le gare. Siamo invece più cauti sulla fattibilità del progetto di rete unica, nonostante le recenti dichiarazioni del CEO di CDP. All'inizio di agosto, in seguito ai risultati del primo semestre di CDP e alle notizie sulle difficoltà di OF (approvazione del bilancio e finanziamento bancario posticipati dopo l'estate, richiesta di estensione delle concessioni da parte di Infratel), Scannapieco ha confermato la necessità di un'unica infrastruttura efficiente, senza duplicazioni e sprechi di risorse, e non ha escluso una potenziale cooperazione tra NetCo e Open Fiber. In particolare, Scannapieco si è detto fiducioso di poter dialogare con Bruxelles per illustrare i vantaggi del progetto industriale derivanti da una rete unica.
Per quanto riguarda le indiscrezioni su KKR alla ricerca di nuove opportunità in Italia, è importante ricordare che la presenza del fondo statunitense nel nostro paese è limitata al settore TLC con FiberCop (37,5%) e indirettamente in INWIT come azionista di Vantage Towers insieme a Vodafone (non escludiamo novità su una possibile integrazione futura tra INWIT e Vantage Towers) e nel settore manifatturiero (CMC packaging automation di Città di Castello).
Giudizio Molto Interessante, target price 0,41 euro.
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