SETTORE TLC - Spunti da intervista al management di Wind3

Principali indicazioni dall’intervista de “La Repubblica” ai due CEO di Wind3 Corti e Hansen

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Principali indicazioni dall’intervista de “La Repubblica” ai due CEO di Wind3 Corti e Hansen: 
•    Mancata cessione rete: progetto sfumato per il mutato scenario dei tassi d'interesse e per il mancato consenso di alcuni clienti della creazione della nuova rete wholesale.
•    Financials: Wind3 ha poco debito (circa Eu2bn, in costante riduzione) ed è in grado di generare cassa.
•    Cessione NetCo di TIM: Wind3 vigilerà che non ci siano trattamenti asimmetrici tra gli operatori. Nessuna contrarietà al progetto da parte di Wind3
•    Acquisizione di OpNet:  non ancora conclusa, notevoli sinergie attese sia sui ricavi, grazie all’acquisizione di un nuovo cliente wholesale come Tesselis, che sui costi. Oltre a un pacchetto di frequenze, il 70% della rete Wind3 e quella di OpNet insistono sugli stessi siti. 
•    Consolidamento: Wind3 ha già fatto la sua parte con la fusione del 2016. Favorevoli ad un’eventuale combinazione Fastweb-Vodafone, preferenza di Wind3 a competere con gruppi più grandi e solidi anziché in un mercato frammentato. 
•    Fiduciosi su outlook 2024: buoni risultati su segmento B2B dove Wind3 è piu piccola, ma cresce a tassi superiori rispetto ai principali competitor. Focus anche su servizi di cybersecurity (recente acquisizione di Rad) e per la vendita di energia. Lanciata con successo anche un'offerta assicurativa che Wind3 intende implementare per creare nuovo mercato.

Effetto

Non emergono nuovi spunti. Il mancato incasso dalla cessione della rete (EV di Eu3.4bn) potrebbe rappresentare una seria issue per Wind3 considerando la necessità di finanziare nuovi investimenti (rollout 5G, recente acquisizione di Opnet per Eu485mn) e la perdurante competizione nel mercato mobile.

Non escludiamo, quindi, che Wind3 possa riesaminare l’operazione risolvendo con Iliad e Fastweb i nodi relativi al cambio di controllo delle JV, o guardare ad un consolidamento di mercato con Iliad, dopo il recente fallimento delle trattative tra Iliad e Vodafone.

Un’eventuale combinazione Wind3-Iliad porterebbe ad una semplificazione di mercato da 5 a 4 operatori, ma potrebbe vedere l’imposizione di rimedi commerciali da parte dell’antitrust a fronte di un’elevata concentrazione di quota di mercato (circa 38% delle sim human, di cui Wind3 al 24.7%, Iliad al 13.3%) considerando il peso di Wind3, primo operatore nazionale per numero di linee.

Di converso, non vediamo particolari issue in termini di concentrazione di spettro, considerando la buona complementarità tra i due operatori (Wind3 non ha frequenze su banda 700Mhz, a differenza di Iliad, ma anche di TIM e Vodafone).

Un consolidamento tra Wind3 e Iliad sarebbe comunque positivo per TIM: pur venendo meno l’appeal speculativo diretto su TIM da un’eventuale combinazione futura tra Iliad e TIM Consumer, porterebbe comunque ad una semplificazione della struttura di mercato e ad una market repair di cui beneficerebbero tutti gli operatori.

Il nostro TP di Eu0.42/azione non include l’upside di Eu0.25/azione legato al possibile re-rating (tramite la valorizzazione diretta dell’asset o indiretta, riflettendo i benefici passivi del consolidamento) di TIM Consumer (oggi negativa nella nostra SOP per -Eu1.5bn) ad un multiplo di 5x EV/EBITDAaL (multiplo in linea con il settore TLC europeo e con quello offerto da Zegona in Spagna per un asset cash-burning come Vodafone Spain, considerando anche la necessità di turn-around) . considerando anche la necessità di turn -around) .



Azioni menzionate

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