Tim - Spunti dall'intervista al Ceo Pietro Labriola
La posizione di Labriola emersa è coerente con quella già espressa in altre occasioni

Fatto
Principali spunti da intervista a CEO di TIM e Presidente Asstel, Pietro Labriola, su Il Foglio:
• Ricavi e cassa – Riduzione dei prezzi (-40%), ricavi in calo da Eu41.9bn a Eu28bn e mobile da Eu17.1bn a Eu9.8bn; saldo di cassa sceso da Eu10.5bn a zero.
• Energia – Aumento dei costi energetici del 115%, senza riconoscimento del settore come industria energivora
• Licenze 5G – auspicato rinnovo agevolato delle licenze in scadenza nel 209 (Eu7-8bn di introiti per lo Stato nel 2018) in cambio di maggiori investimenti e tempi più rapidi di realizzazione della nuova rete, sul modello Brasile dove la copertura 5G "standalone" é oggi al 63%.
• Consolidamento – Riduzione del numero di operatori per superare la competizione e ripristinare la sostenibilità degli investimenti.
• OTT e regole –Necessità di un quadro normativo internazionale uniforme per eliminare il vantaggio competitivo degli OTT, oggi favorito dall’arbitraggio regolatorio.
• Occupazione – Filiera con 200 mila addetti e Eu1bn di utili; esigenza di nuove competenze e contratti anti-dumping.
Effetto
La posizione di Labriola è coerente con quella già espressa in altre occasioni e non emergono nuovi elementi.
Nella nostra SOP su TIM abbiamo recentemente incorporato, ad una probabilità del 66%, i benefici dal possibile rinnovo a condizioni agevolate o gratuite delle licenze spettro in scadenza nel 2029 (NPV di €2.1bn, pari a circa €0.06/azione sul nostro TP di €0.65), in cambio di impegni su maggiori investimenti di rollout. In questo contesto, il 5G Standalone (ad oggi 2% della popolazione in Italia, vs 63% del Brasile) richiederà nuove infrastrutture non più ancorate alle torri 4G.
Per contenere i costi di rollout, gli operatori potrebbero ricorrere ad un accordo di RAN sharing (condivisione degli apparati attivi). Un’eventuale JV TIM/Fastweb/Wind3 (benefici non ancora inclusi nella nostra SOP) potrebbe garantire risparmi significativi sui CapEx, contribuire a deconsolidare la leva e migliorare i ritorni sugli investimenti, senza particolari rischi antitrust (rispetto a ipotesi di consolidamento diretto).
Azioni menzionate
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