TIM - Sparkle: MEF al 70% ma consolidamento ad Asterion

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Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Secondo il Sole24Ore, la nuova governance di Sparkle vedrà il MEF acquisire una solida maggioranza del 70%, mentre Asterion deterrà il restante 30%. Il MEF, in qualità di socio di maggioranza, avrà un ruolo significativo, ma Asterion potrebbe ottenere il controllo operativo attraverso un nuovo statuto, che gli darebbe le leve principali della gestione, pur controbilanciate da maggioranze qualificate su materie strategiche. In questo contesto,

Asterion potrebbe consolidare Sparkle secondo quanto previsto dai principi contabili internazionali, in particolare l'IFRS 10.

Dopo l’offerta non vincolante da Eu700mn ricevuta da MEF/Retelit-Asterion, il CEO di TIM, Pietro Labriola, ha ricevuto mandato per trattare un'offerta vincolante con la cordata MEF-Asterion entro il 30 novembre 2024, con l’obiettivo di chiudere l’accordo entro fine anno e completare il closing auspicabilmente nella prima parte del 2025, vista la complessità delle autorizzazioni nei numerosi Paesi in cui Sparkle opera. L’operazione fa parte della strategia di TIM per raccogliere circa Eu1bn dalle dismissioni entro fine anno (includendo la cessione per Eu250mn della quota indiretta in INWIT già deliberata, closing nel 4Q).

Effetto

L’offerta non vincolante (quindi migliorabile), se accettata, consentirebbe alla ServCo di incassare ulteriori risorse finanziare da destinare al suo piano di rilancio e abbattere il debito (stimiamo una riduzione della leva di 0.1x EBITDAaL), senza mettere a repentaglio il profilo di generazione di cassa (Sparkle non destinata a generare cassa in arco piano), pur non generando plusvalenze (l’EV di Eu0.7bn si confronta infatti con un valore di carico di Eu480mn iscritto nel bilancio di TIM SpA, a cui vanno aggiunti circa Eu0.2-0.3bn di debito).

Malgrado le indicazioni di stampa (closing entro prima metà 2025), riteniamo che i tempi per il closing dell’operazione potrebbero essere particolarmente lunghi, dal momento che sarà necessario attendere i via libera regolatori nei 33 paesi in cui Sparkle opera: tuttavia. Ai prezzi correnti, escludendo Sparkle (EV di Eu0.7bn) e la partecipazione in INWIT (ceduta a Eu0.25bn, closing atteso nel 4Q), la ServCo di Gruppo tratterebbe a 4.2x EV/EBITDAaL’24E (settore a 5.6x).

Dato che la cessione di Sparkle non genererà plusvalenze e quelle previste dalla vendita di Netco saranno limitate (circa Eu0.2bn), riteniamo che il game changer di breve termine per il pagamento dei dividendi arretrati sulle azioni di risparmio (molto probabilmente nel 2026) potrebbe essere la contabilizzazione del credito finanziario da Eu1bn legato al canone 1998 (a cui assegniamo una probabilità del 50% nella nostra SoP) tramite una sopravvenienza attiva che potrebbe contribuire a riportare in utile il bilancio della capogruppo dal prossimo anno.

Ricordiamo che il governo ha tempo fino al 3 novembre per presentare ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Roma che ha dato ragione a TIM. Malgrado le scarse probabilità di successo del ricorso, il ricorso è una precondizione per consentire al governo di negoziare con TIM un accordo stragiudiziale (prevediamo come tempistica il 1Q25), a fronte del quale TIM potrebbe iscriversi il credito finanziario già nel 2025 lasciando al governo facoltà di sottoscrivere un piano di rientro rateale con pagamenti distribuiti su piu anni.



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