TIM - Soci FiberCop puntano all'IPO, lock-up quote fino novembre 2027

I soci potranno decidere un aumento di capitale con possibilità di quotazione in borsa.

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Gli accordi per la vendita della rete a FiberCop prevedono la quotazione in borsa e includono l'obbligo di mantenimento delle azioni fino al 6 novembre 2027, secondo i dettagli riportati dal Messaggero.

I soci potranno decidere un aumento di capitale con possibilità di quotazione in borsa.

A livello di governance, ampi poteri di sicurezza sono conferiti al presidente Massimo Sarmi, come persona indicata dal MEF a ricoprire questa carica, in conformità con il decreto del Consiglio dei Ministri del 16 gennai o 2024 relativo all'esercizio del golden power e alle comunicazioni istituzionali già rese note.

A prescindere dall'IPO, nessun socio potrà trasferire direttamente o indirettamente alcuna quota di partecipazione della società (in trasparenza KKR 38%, ADIA 17.5%, CPPIB 17.5%, MEF 16% e F2i 11%) fino al 6 novembre 2027 a meno che tutti i soci non abbiano dato il loro previo consenso scritto al trasferimento.

Effetto

L'IPO di FiberCop nel medio termine permetterebbe al governo di replicare un modello simile a quello di Terna, con un azionista di riferimento pubblico poco sotto il 30% (MEF+F2i al 27%) e un azionariato composto da fondi e piccoli investitori interessati a un flusso regolare di dividendi.

Questa operazione rappresenterebbe una exit per i fondi infrastrutturali presenti oggi nel capitale di FiberCop.

Questa exit potrebbe risultare ancora più vantaggiosa se, prima dell'IPO di FiberCop, si procedesse ad una combinazione o partnership industriale tra FiberCop e Open Fiber (OF) entro 30 mesi dal closing recente, ossia entro il 1° gennaio 2027, tempistica coerente anche con il lock-up sulle quote per i soci di FiberCop (6 novembre 2027).

Un deal con OF entro questo lasso di tempo consentirebbe a TIM incassare un earnout fino a Eu2.5bn (75% delle sinergie industriali) da noi riflesso ad una probabilità del 50% nella nostra SOP (circa €0.07 per azione).

Una fusione con OF lim itata alle sole bianche e grigi e non dovrebbe comportare issue antitrust, soprattutto se Macquarie (azionista al 40% di OF) sarà disponibile a rilevare le aree nere di OF. Con la costituzione di un operatore unico regolamentato non escludiamo anche la futura adozione di un regime regolatorio incentivante stile RAB.

Questo da un lato aumenta la possibilità di massimizzare l’earnout a favore di TIM (ulteriori benefici regolatori per circa Eu0.4bn), dall’altro potrebbe comportare un aumento delle tariffe wholesa le, che verosimilmente gli op eratori trasferirebbero ai clienti finali e che, grazie ai maggiori ritorni sul capitale investito, potrebbe preludere ad un significativo re-rating del multiplo valutativo (ci aspettiamo in area 15 -20x), rispetto al 9.9x riconosciuto da KKR per NetCo (o 11.6x includendo interamente gli earnout futuri), rendendo ancora più interessante la exit per i soci attuali di FiberCop.



Azioni menzionate

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