TIM - Analisi delle sinergie con Poste Italiane

Sarebbero poche secondo l'Antitrust, ammonterebbero a 2 mld di euro secondo fonti governative

Autore: Redazione
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Fatto

Il Sole24Ore riferisce che l’Antitrust ha autorizzato senza condizioni l’acquisizione da parte di Poste del 24,8% di Tim, ma ha ridimensionato le aspettative sulle possibili sinergie, ritenendo limitati i benefici dai ricavi.

Poste, in linea con il proprio piano industriale, si è impegnata a non proporre offerte bundle fino al 2028 e i rischi concorrenziali segnalati dai competitor sono stati giudicati irrilevanti.

La Repubblica riporta però che le sinergie potrebbero attestarsi a ben Eu2bn: la cifra sarebbe emersa da un post LinkedIn (poi rimosso) di Serafino Sorrenti (capo della segreteria tecnica del sottosegretario all'Innovazione tecnologica Alessio Butti), ma il MEF che ha precisato trattarsi di una indicazione non ufficiale.

Effetto

Riteniamo che la review antitrust abbia considerato solo i perimetri attuali, senza cogliere le future opportunità di sinergia. A nostro avviso, queste potrebbero svilupparsi su tre direttrici:

(i) rete, con la migrazione di parte della clientela Poste;

(ii) consumer, tramite piattaforme comuni e la rete dei 13.000 uffici postali;

(iii) Enterprise, con focus su cloud e ICT. Nelle nostre stime su TIM e nel TP di €0.50/azione non includiamo ancora le sinergie con Poste Italiane.

La nostra stima preliminare ci porta ad un upside complessivo di Eu1.8bn (NPV), quasi in linea con le stime del governo citate da la Repubblica, basandoci su un risparmio del 2% applicato alla base costi cash aggregata di TIM Domestic e PostePay, pari a circa Eu180mn annui, corrispondenti a un upside di circa il 9% rispetto alle nostre attuali stime di EBITDAaL domestico di TIM. Abbiamo quantificato questi benefici applicando un multiplo EV/(EBITDA-Capex) pari a 10x, in linea con le attuali valutazioni di mercato di TIM.  Di recente la stampa aveva indicato sinergie di costo annue per Eu200-300mn annui dall'utilizzo della rete degli uffici postali di Poste Italiane, oltre ai Eu200mn legati alla migrazione del contratto MVNO di PostePay dalla rete Vodafone a quella di TIM, quest’ultimi già compresi nel piano attuale di TIM.

Ci aspettiamo che con i risultati del 3Q, attesi a novembre, vengano fornite maggiori informazioni sulle sinergie e, con il nuovo piano 2026-2028 previsto a inizio 2026, indicazioni numeriche più dettagliate.



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