Tim - Scade oggi l'accordo con il governo sul rimborso del canone 1998

E' difficile prevedere quale potrebbe essere l’orientamento del giudice.

Autore: Redazione
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Fatto

Oggi scade il termine fissato dalla Corte d’Appello di Roma per un accordo transattivo tra TIM e il governo sul rimborso di oltre Eu1bn , relativo al canone concessorio indebitamente versato nel 1998. In assenza di intesa , scenario più probabile secondo la stampa, i giudici decideranno se accogliere la sospensiva richiesta dal governo, rimandando l'incasso alla sentenza della Cassazione, attesa nel 2026, o consentire a TIM di agire immediatamente per recuperare la somma.

Un precedente favorevole a Vodafone nel 2 020 rafforza la posizione di TIM, ma l’importo elevato rende complessa la restituzione.

Effetto

E' difficile prevedere quale potrebbe essere l’orientamento del giudice.

Tra gli scenari plausibili, non escludiamo la possibilità che venga concessa una proroga per proseguire la negoziazione con il governo sul rimborso del canone del 1998.

In alternativa, il giudice potrebbe accogliere la richiesta di sospensiva avanzata dall’esecutivo, rimandando di fatto la risoluzione definitiva della controversia alla sentenza della Cassazione, attesa fra un anno.

Meno probabile, a nostro avviso, è l’eventualità che la sospensiva non venga concessa, circostanza che obbligherebbe il governo al pagamento immediato dell’intero importo a TIM. Nel breve termine , un mancato accordo con il governo sul canone 1998 potrebbe ridurre l’appeal speculativo sui titoli di risparmio.

Continuiamo a ritenere che sia nel miglior interesse di TIM posticipare ai prossimi mesi la semplificazione della struttura del capitale e presentare il 13 febbraio p.v. un aggiornamento del piano industriale, completamente incentrato sulla delivery organica. Il nuovo piano, pur mantenendo continuità sui trend di ricavi ed EBITDA, potrebbe includere interessanti risparmi su oneri finanziari e Capex, consentendo al Gruppo di anticipare già a quest’anno la generazione di cassa della ServCo (immaginiamo almeno Eu200 - 300mn) rispetto alle ipotesi del vecchio piano “ Free To Run ” (Net Cash Flow trascurabile nel 2025 e di circa Eu0.5bn nel 2026), rafforzando così l’interesse sull’equity story.

Un significativo apprezzamento del titolo nel breve termine potrebbe, infine, agevolare Vivendi nella ricerca di un compratore per la sua quota in TIM.



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