TIM - S&P alza il rating di due notch dopo la cessione della rete

La promozione di S&P segue quella di Moody's 

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

S&P ha alzato il rating su TIM di due livelli da “B+” a “BB” (un notch sopra il Ba3 di Moody’s, due sotto il livello IG)  a valle del closing della cessione della rete a KKR , con outlook stabile, rimuovendo il rating dallo stato di credit watch positivo in cui si trovava da novembre 2023.

Nonostante utili inferiori e un'attività relativamente meno diversificata a seguito della cessione di Netco, che appesantiscono la valutazione del rischio d'impresa di Tim, S&P crede che il gruppo manterrà la sua posizione forte nel mercato nazionale e in Brasile. L’azienda dice ancora S&P, utilizzerà i proventi della cessione per far fronte alla sua struttura di capitale ad alto indebitamento e punterà a mantenere una leva finanziaria moderata.

L'outlook stabile, aggiunge S&P, rispecchia le attese sul turnaround del business domestico, già evidenti nella stabilizzazione della base clienti e dei ricavi medi per cliente e al tempo stesso un andamento robusto in Brasile, prospettive che potrebbero contribuire a migliorare le metriche creditizie nel 2025 e nel 2026. Nell'immediato il rapporto debito rettificato/Ebitda, secondo la metrica dell'agenzia, si assesterà quest'anno e l'anno prossimo sotto le 4x (3.8x è la stima) rispetto al precedente rapporto di 5x. Nel 2026, secondo S&P, il rapporto scenderà a 3.5x.

Lo scenario sconta la previsione di un OpFCF ancora relativamente debole per le uscite legate al programma di taglio dei costi, per il piano di prepensionamenti incentivati e per gli oneri una tantum connessi al distacco della rete. Nelle valutazioni di S&P non sono inclusi i potenziali incassi straordinari per la cessione di altre attività – ovvero TIM Sparkle, ma anche la quota residua in Inwit che, complessivamente, valgono >Eu1bn - e per la chiusura del contenzioso con lo Stato per il canone pagato nel 1998, che vale un altro Eu1bn.

Effetto

La promozione di S&P segue quella di Moody's (da “B1”/negativo a “Ba3”/positivo) e potrebbe precedere quella di Fitch (BB-), che a fine 2023 ha messo il rating di TIM sotto osservazione per un miglioramento.

Per quest'anno, le nostre stime di assorbimento di cassa sono coerenti con quelle di Moody's e di S&P: su base after lease stimiamo un EFCF negativo per Eu1.2bn che porta ad un debito netto di Eu7.53bn (target c. Eu7.5bn) e ad una leva di 2.0x (guidance c. 2.0x), mentre sul 2025 ipotizziamo che l'EFCF, positivo per Eu190mn, sia completamente compensato dai dividendi pagati ai minoranzisti in Brasile (Eu220mn) risultando in un debito netto stabile YoY (Eu7.56bn) e una leva in leggero miglioramento (1.9x). Sul 2026, stimiamo invece un EFCF positivo di Eu670mn che al netto dei dividendi di TIM Brasil si traduce in una riduzione del debito di circa Eu0.4bn, in area Eu7.16bn (guidance Eu7.0-7.5bn) e un miglioramento della leva a 1.7x (target: 1.6-1.7x).

Nelle nostre stime 2024-26 non consideriamo la cessione di Sparkle (Eu0.8bn), l’incasso del Eu1bn legato alla restituzione del canone 1998, la cessione di INWIT (Eu0.3bn) e gli earnout su NetCo (Eu2.9bn), ma recepiamo questi elementi nella nostra SOP pesandoli per diverse probabilità di accadimento.  



Azioni menzionate

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