Tim - Rumours sul consolidamento di mercato in Italia

Secondo Corriere Economia, la pressione sui prezzi e l’erosione dei margini rendono necessario un consolidamento nel settore telecom, riducendo gli operatori da quattro a tre.

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo Corriere Economia, la pressione sui prezzi e l’erosione dei margini rendono necessario un consolidamento nel settore telecom, riducendo gli operatori da quattro a tre.

L’opzione più immediata sarebbe l’integrazione tra TIM Consumer e Iliad, ma restano aperti diversi scenari: una fusione tra i due operatori, l’acquisto delle attività consumer di TIM da parte di Iliad, il subentro del gruppo francese a Vivendi come azionista di maggioranza di TIM, l’acquisizione di Wind Tre da parte di Iliad o una combinazione di queste ipotesi, favorite dal possibile ingresso di CVC nel capitale di TIM.

Iliad sembra intenzionata a rafforzare la sua presenza in Italia, mentre resta da capire se il governo sosterrà la consolidazione, già favorevole alla Rete Unica tra FiberCop e Open Fiber.

Effetto

Iliad, con la quota di mercato più bassa nel mobile tra gli operatori MNO (quota del 14.6% sulle SIM human a fine settembre), è destinata a giocare un ruolo da jolly nel consolidamento del mercato italiano.

Con l’insediamento del nuovo commissario per la concorrenza, Teresa Ribera, non escludiamo che DGCOMP possa adottare un approccio più flessibile nei processi di consolidamento nei mercati nazionali.

Sul piano antitrust, le quote di mercato di TIM (23 .5% a fine settembre) e Wind3 (24 .0%) sono simili, rendendo una fusione con Iliad potenzialmente soggetta a rimedi per limitare un'eccessiva concentrazione.

Tuttavia, un'operazione tra Wind3 e Iliad offrirebbe una maggiore complementarità nello spettro 5G, considerando che Wind3 non dispone della banda a 700 MHz, a differenza di Iliad, Vodafone e TIM, riducendo così la necessità di cessioni a nuovi operatori.

Un eventuale consolidamento tra Wind3 e Iliad avrebbe comunque risvolti positivi per TIM. Sebbene l'appeal speculativo su TIM Consumer verrebbe meno, resterebbe infatti aperta l’opzione di un possibile interesse per PosteMobile, che con una quota di mercato consumer del 6.0% (contro il 21 .5% di TIM) presenterebbe minori criticità antitrust.

Inoltre, la riduzione del numero di operatori da 5 a 4 semplificherebbe la struttura del mercato, favorendo il processo di market repair a beneficio di tutti gli operatori.

Il nostro target price di €0.38 non incorpora un potenziale upside di circa €0 .22 da una possibile rivalutazione di TIM Consumer a un multiplo "fair" di 7x EV/EBITDAaL (o 7 .6x per l'intera ServCo domes tica, lo stesso multiplo offerto da Fastweb per Vodafone Italia), che potrebbe essere immediatamente cristallizzato attraverso indirettamente la market repair/ consolidamento del mercato o una cessione diretta dell'asset.



Azioni menzionate

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