Tim - Rumours di disaccordi tra KKR e governo su rete unica
Il governo spingerebbe per una fusione con Open Fiber

Fatto
Secondo Reuters, il governo italiano e KKR sarebbero in disaccordo sul futuro di FiberCop.
Il governo spingerebbe per una fusione con Open Fiber per costituire una NetCo wholesale-only sotto supervisione pubblica, con l’obiettivo di razionalizzare gli investimenti e accelerare la copertura broadband (70% famiglie italiane vs 82% media UE). Dal canto suo, KKR (37,5% in FiberCop) avrebbe sollevato riserve sulla valutazione, sui rischi antitrust e sul potenziale impatto della fusione sul merito creditizio di FiberCop, opponendosi così al progetto e vanificando i tentativi di mediazione del governo volti a raggiungere un accordo complessivo.
Ulteriori disaccordi riguarderebbero il piano UE da Eu3.4bn destinato a cablare 3 mln di unità immobiliari: il governo avrebbe proposto di ridurre di circa 700k unità il target assegnato a Open Fiber, misura che KKR riterrebbe un “aiuto ingiusto” a favore del concorrente. FiberCop, infine, avrebbe ostacolato un accordo commerciale da Eu500mn per l’acquisto di capacità da Open Fiber nelle aree più popolate.
Effetto
Malgrado la fiducia espressa dal management di TIM in occasione dei risultati 1H e il coinvolgimento dello Stato in entrambe le società, le indiscrezioni di stampa sui disaccordi tra governo e KKR rafforzano la nostra convinzione che le chance di un’intesa tra FiberCop e Open Fiber, anche solo di natura commerciale, entro la fine del 2026 restino molto basse.
Nella nostra SOP incorporiamo l’earnout da Eu2.5bn legato a un eventuale accordo sulla rete unica con una probabilità del 25%, upside di €0.03/azione, all’interno del target price di €0.65 per azione ordinaria.
Azioni menzionate
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