TIM - Rumors di interesse di fondi per la quota detenuta da Vivendi
Ancora presto per trarre conclusioni

Fatto
Secondo Bloomberg, il fondo CVC è in trattative preliminari con Vivendi per acquisire la sua quota del 24% in TIM (circa 1 mld di euro ai prezzi correnti, circa il 12% del GAV di Vivendi holding).
Il Sole24Ore cita anche APAX come ulteriore fondo potenzialmente interessato alla quota, mentre il Messaggero segnala l'interesse anche di Bain Capital, già presente in Italia con il 50% di Engineering, e di un terzo fondo non ancora identificato.
Tuttavia, il bid-ask spread resta ampio, con Vivendi che punta a ottenere almeno 1.5 mld (0.41 euro/azione).
La Stampa riporta che CVC potrebbe puntare al pieno controllo di TIM per procedere poi al break up delle attività, concentrandosi su TIM Enterprise, operazione che potrebbe attivare il Golden Power.
Effetto
Il potenziale interesse di CVC, Bain Capital e altri fondi per la quota del 24% di Vivendi in TIM apre a prospettive di valorizzazione significative per la società nel breve termine, ma è presto per trarre conclusioni in assenza di dettagli sul prezzo offerto e su come potrebbe essere strutturato il passaggio delle quote. Segnaliamo alcuni punti chiave:
• Nessun obbligo di OPA: La quota di Vivendi è inferiore alla soglia che farebbe scattare l’obbligo di OPA e questo dovrebbe facilitare l’operazione per i nuovi investitori.
• Golden Power e dialogo con il Governo: La rilevanza strategica degli asset di TIM, come la rete 5G, Telsy e i data center, richiede necessariamente un confronto con il Governo. Tuttavia, l'allineamento con CDP (secondo azionista in TIM con circa il 10%) potrebbe facilitare un esito positivo, soprattutto se CVC o Bain non saranno percepiti come attori ostili. Va sottolineato che CVC mantiene solidi rapporti con CDP, consolidati attraverso la loro partecipazione congiunta in MaticMind (70% CVC, 30% CDP Equity ), elemento che potrebbe favorire un allineamento strategico nell’operazione.
• CVC e Bain Capital, due candidati autorevoli: L’interesse di CVC è coerente con il suo precedente tentativo di acquisire TIM Enterprise (nel 2022 aveva offerto circa Eu6bn per l’asset, da noi valutato ad un EV di Eu6.8bn ipotizzando un multiplo di 9.5x EV/EBITDAaL’24E) e con la quota di controllo in un peer chiave come MaticMind (EV di Eu0.5-0.6bn, assumendo un multiplo valutativo simile). Bain Capital, con il 50% di Engineering, rappresenta un altro attore con competenze e presenza rilevanti nel settore ICT italiano. Questa competizione potrebbe spingere verso un’offerta più vantaggiosa, accelerando l’uscita di Vivendi e sbloccando valore per TIM.
• Valutazione e bid-ask spread: Il nodo principale resta la distanza tra le richieste di Vivendi, che punterebbe a incassare almeno Eu1.5bn (0.41€ per azione), e le valutazioni attuali. Tuttavia, un eventuale accordo potrebbe essere facilitato dalla possibilità di realizzare sinergie industriali e operative significative, soprattutto legate al riassetto di TIM Enterprise (possibile combinazione con MaticMind o altri player), ma anche al possibile consolidamento di TIM Consumer.
• Creazione di valore con il riassetto: L’uscita di Vivendi potrebbe sbloccare finalmente iniziative chiave di valorizzazione, come la conversione o il buyback delle azioni di risparmio, oltre allo spin-off o alla monetizzazione di asset non core. Un nuovo azionista stabile e strategico miglio rerebbe inoltre la governance, eliminando le frizioni storiche che hanno pesato sulla valutazione del titolo.
Azioni menzionate
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