Settore Tlc - Commento ai risultati di Iliad
I risultati trimestrali confermano la traiettoria di crescita

Fatto
Iliad ha riportato oggi i risultati 1Q25. Sull’Italia, confermata la crescita best in class in un contesto di mercato ancora molto competitivo:
• Ricavi a Eu298mn, +9.4% YoY (FY24: +8.0%, 4Q24: +1.8% per confronto sfavorevole con 4Q23 che aveva beneficiato di Eu20.3mn di ricavi non ricorrenti)
• Service Revenues a Eu295mn, +9.4% YoY (4Q : +2.0%, FY : +8.5%)
1 Mobile Service Revenues a Eu244mn, +7.2% (4Q : +9.7%, FY : +12%)
2 Fixed Service Revenues a Eu20mn (1Q24 : Eu13mn)
• Equipment Revenues a Eu2mn, +9.2% YoY (4Q : -13.4, FY: -25.5%)
• EBITDAaL a Eu89mn, +24.4% YoY (FY: +16.6%) con margine al 29.9% (+3.6pp vs 1Q24: 36.2%, +3pp vs FY24: 26.9%), grazie a maggiore leva operativa e minori costi di rete legati allo sviluppo dell’infrastruttura proprietaria
• Perdita netta di Eu36mn (1Q24: -Eu61mn)
• Capex a Eu66mn, -17.3% YoY (FY: +11.5%), focus su densificazione ed espansione della rete mobile e in misura residuale sui servizi fibra. Il Capex esclude Eu37mn legati a frequenze.
• OpFCF (EBITDAaL-Capex) a Eu22mn (FY24: Eu37mn, 1Q24: -Eu8mn)
• Linee mobili Human a 11.854k, +218k (4Q: +189k, 3Q: +162k, 2Q: +279k, 1Q24: +276k), raggiunta market share del 15.1% (vs 14.8% dato Agcom di fine dicembre)
• Linee Broadband a 389k, +40k (4Q: +33k, 3Q: +35k, 2Q: +35k, 1Q: +38k), con una market share del 6.6% su segmento FTTH
A livello di Gruppo: Ricavi a Eu2,535mn (+4.3% YoY), EBITDAaL di Eu931mn (+6.0% YOY), OpFCF di Eu503mn (+9.3% YoY), Net profit di Eu522mn (1Q24: Eu93mn), Debito netto in riduzione a Eu9.7mn dai Eu10.3bn di fine FY24, con ratio al 2.5x ( 2.7x a fine dicembre)
Effetto
Questi risultati confermano la traiettoria di crescita con trend high single digit e il pieno raggiungimento del breakeven anche sull’OpFCF, malgrado un contesto di mercato piuttosto complesso.
Nonostante l’accelerazione nel 1Q, la performance acquisitiva sul segmento fisso (circa 35-40k net adds medie a trimestre) ci sembra ancora lontana dal raggiungimento di una massa critica in Italia (stimiamo quota Iliad dell’2.0% del mercato broadband e del 6.6% delle linee FTTH di mercato), considerando la minore tendenza dei clienti fissi rispetto a quelli mobili a spostarsi verso altri operatori. Sul mobile (quota di mercato di Iliad del 14.8%) l’andamento acquisitivo nel 1Q sembra confermare un buon andamento, malgrado le nuove nuove offerte dei secondi brand ora aperti al 5G e il perdurare delle offerte “below-the-line” da parte dei principali operatori.
Alla luce di questi solidi andamenti operativi ci sembra meno probabile nel breve termine uno scenario di consolidamento di Iliad nel mercato italiano. Del resto, il recente rally del titolo TIM sembra riflettere solo parzialmente l’ipotesi di una possibile combinazione con Iliad Italia, operazione su cui pesano interrogativi di natura antitrust, incertezze legate all’assetto finale di governance e una valutazione particolarmente demanding (secondo la stampa, Iliad richiederebbe un multiplo di 8x EBITDAaL, rispetto a 4.5x per il business domestico di TIM e 5.1x per il Gruppo TIM nel suo complesso).
Tuttavia, non escludiamo che Iliad possa considerare la cessione delle attività italiane per concentrare le risorse sul mercato francese qualora decidesse di rilevare parte degli asset di SFR messi in vendita da Altice. In caso di mancato consolidamento con Iliad, TIM potrebbe comunque trarre beneficio da un’aggregazione tra Iliad e Wind3 o da un accordo industriale di network sharing.
Azioni menzionate
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