TIM - Wind3 migliora la redditività grazie ai nuovi servizi
Risultati del primo semestre: salgono i margini per effetto del contenimento degli investimenti e ai ricavi legati a i nuovi servizi, in discesa i ricavi tradizionali a causa del calo dei clienti

Fatto
CK Hutchison (CKH) ha riportato ieri i risultati della divisione italiana Wind3 per il primo semestre. Nel complesso Wind3 ha visto un buon recupero di profittabilità grazie al contenimento degli investimenti e ai ricavi legati a i nuovi servizi (cybersicurezza, energia e assicurazioni) che hanno in parte compensato la discesa dei ricavi tradizionali per il calo dei clienti. L’EBIT è stato invece penalizzato dai maggiori ammortamenti. • Fatturato a Eu1,853mn ( -2% YoY) • EBITDA a Eu650mn (+0.3% YoY) con margine al 37% (+1pp YoY) • EBIT a Eu98mn ( -8% YoY) • Capex a Eu298mn (+5% YoY) • Op.FCF (EBITDA – Capex) a Eu352mn ( -3% YoY) • Clienti mobili a 19,016k ( -345k vs dicembre 2023) • ARPU a Eu11.08/mese (+1% YoY)
Effetto
Ricordiamo che con la recente acquisizione di OpNet (ex Linkem rete) Wind3 dispone di maggiori frequenze che verosimilmente richiederanno importanti investimenti per potenziare la rete , a scapito quindi della generazione di cassa. Non escludiamo che CKH possa quindi riconsiderare la valorizzazione della rete di Wind3, perseguendo una strategia “asset light” come riportato da Reuters lo scorso 11 luglio . A febbraio Wind3 aveva abbandonato la cessione della rete fissa/mobile in Italia (EV: Eu3.4bn) al fondo EQT con crescenti difficoltà sulla capacità di finanziare i futuri investimenti nel rollout del 5G. Una volta superate le difficoltà sulle clausole di cambio di controllo nella JV Zefiro con Iliad e negli accordi in essere sul 5G con Fastweb, ragioni che a vevano fatto saltare il deal, Wind3 potrebbe tentare un nuovo accordo con EQT o trovare altri acquirenti per la sua rete come KKR/NetCo. Con la cessione della propria rete, Wind3 potrebbe poi guardare più attivamene al consolidamento nel mercato retail, puntando ad una eventuale combinazione con Iliad come contromisura alla fusione annunciata tra Vodafone e Fastweb (closing 1Q25). Sotto il profilo antitrust, un merger Wind3 -Iliad potrebbe essere soggetto a rimedi per mitigare l’eccessiva concentrazione di mercato (Wind3 è il primo operatore di mercato con il 24.4% delle Human SIM vs Iliad 14.0% a marzo 2024), mentre ci sarebbe complementarità sulla dotazione di spettro 5G (Wind3 non ha spettro 700Mhz a differenza di Iliad, Vodafone e TIM) che quindi non dovrebbe essere ceduto a nuovi operatori. Un eventuale consolidamento tra Wind3 e Iliad sarebbe comunque positivo per TIM: malgrado verrebbe meno l'appeal speculativo diretto su TIM Consumer (che potrebbe comunque guardare a PosteMobile, come target, con minori issue antitrust), porterebbe ad una semplificazione della struttura del mercato (da 5 a 4 operatori) e faciliterebbe la market repair a beneficio di tutti gli operatori. Il nostro target price di €0.38 non incorpora un potenziale upside di circa €0 .27 d a una possibile rivalutazione di TIM Consumer a un multiplo "fair" di 6x EV/EBITDAaL (o 7.6x per l'intera ServCo domestica, lo stesso multiplo offerto da Fastweb per Vodafone Italia), che potrebbe essere immediatamente cristallizzato attraverso indirettame nte la market repair / consolidamento del mercato o una cessione diretta dell'asset.
Azioni menzionate
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