TIM - Rilanci per NetCo attesi in area 22 miliardi, prossimo CdA il 4 maggio

Il nostro target price di 0.42 euro/azione su TIM [TLIT.MI] è costruito su una valutazione floor per NetCo di 20 mld e ogni 1 mld di maggiore valutazione per NetCo si riflette in 0.05 euro/azione di upside sul target.

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

Scadono oggi i termini per la presentazione delle offerte migliorative per TIM NetCo. KKR avrebbe già inviato ieri la nuova offerta non vincolante, mentre CDP dovrebbe farlo stasera a vale del CdA di oggi.

Secondo il Sole24Ore, KKR avrebbe aumentato l’offerta di Eu3bn da Eu18bn a Eu21bn, anche l’offerta di CDP/MAM dovrebbe attestarsi su questi livelli e comunque superiore alla soglia minima di Eu20bn attesa dal BoD di TIM. Secondo il Messaggero entrambe le offerte potrebbero raggiungere quota a Eu22bn.

CDP/MAM avrebbero ottenuto un prestito bancario da Eu11.5bn (di cui Eu8bn nella forma di back stop facility che consente di rimodulare le scadenze del debito in NetCo e circa Eu3.5bn di una linea Capex da utilizzare solo gli investimenti), l’offerta prevedrebbe Eu14bn equity e Eu8bn debito, e contenere diverse condizioni per gestire i rilievi antitrust (tra cui la cessione di Flash Fiber), mentre KKR dal canto suo si avvarrebbe di un prestito da Eu10.5bn. Secondo il giornale, anche l’offerta di KKR potrebbe avere issue sul fronte di Antitrust legate alla presenza di KKR nell’azionariato di FiberCop.

Le offerte saranno esaminate dal comitato parti correlate e sottoposte al Cda del 4 maggio, ma è probabile che il CdA prenda altro tempo.

Entrambe le offerte si collocano ancora ben al di sotto dei Eu31bn chiesti da Vivendi o alla soglia minima di Eu28bn che i francesi potrebbero accettare.

Effetto

Il nostro target price di 0.42 euro/azione su TIM [TLIT.MI] è costruito su una valutazione floor per NetCo di Eu20bn e ogni Eu1bn di maggiore valutazione per NetCo si riflette in Eu0.05/azione di upside sul TP.

In attesa di maggiori dettagli sulle offerte non vincolanti, eventuali valutazioni intorno a quota Eu22bn potrebbero risultare abbastanza interessanti per indurre il CdA a proseguire con le negoziazioni Se tali rilanci dovessero essere confermati, dall’incasso dei proventi della cessione e dal deconsolidamento del debito allocato su NetCo, il debito di Gruppo (nostra stima a fine 2023 di Eu20.6bn su base after lease) potrebbe scendere in area Eu2-3bn, ovvero circa 0.6-0.9x l’EBITDAaL residuo (nostra stima: Eu3.3bn di cui Eu1.7bn TIM ServiceCo + Eu1.6bn Brasile), meglio delle indicazioni fornite dal management al Capital Markets Day dello scorso luglio (debito residuo <Eu5bn su base pro forma) e senza quindi particolari issue sulla sostenibilità della ServiceCo.



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