TIM - Revisione “Piano Italia a 1GB” potrebbe favorire merger tra OF e FiberCop
Indiscrezioni positive che alimentano le speranze di un possibile accordo commerciale o di un’integrazione tra Open Fiber (OF) e FiberCop entro la fine del 2026.

Fatto
Il Sole24Ore riporta che il Piano Italia a 1 Giga del PNRR potrebbe escludere 155k numeri civici dagli obiettivi di Open Fiber (90 k) e FiberCop (65 k), per accelerare la copertura delle aree grigie entro giugno 2026 e ridurre i costi.
Questi civici, classificati come difficili o già coperti da privati, potrebbero essere oggetto di una nuova gara basata sulla neutralità tecnologica, aprendo alla connett ività satellitare (es. Starlink di Elon Musk).
Inoltre, si discute di escludere 450k civici in "case sparse", aree remote coperte successivamente con risorse nazionali.
Le modifiche puntano a rispettare il target europeo di 3.4mn di civici coperti, mantenendo però flessibilità sugli strumenti tecnologici e gli investimenti futuri.
Un emendamento alla legge di bilancio favorirebbe anche la migrazione dal rame alla fibra, rafforzando Open Fiber (OF) in vista di una fusione con FiberCop.
È in corso, inoltre, il rifinanziamento di OF, sostenuto anche da CDP con un’iniezione di capitale da Eu100mn .
Effetto
Indiscrezioni positive che alimentano le speranze di un possibile accordo commerciale o di un’integrazione tra Open Fiber (OF) e FiberCop entro la fine del 2026.
Questo scenario (incorporato nella nostra SoP con una probabilità del 40%) consentirebbe a TIM di ottenere un earnout fino a Eu2.5bn , pari al 75% delle sinergie massime realizzabili.
Riteniamo che il governo italiano abbia un forte interesse a supportare OF, sia per la maggiore esposizione diretta (tramite CDP controlla il 60% di OF e tra mite il MEF il 16% di FiberCop), sia per evitare il rischio di perdere Eu1.8bn di fondi PNRR se il bando "Italia a 1 Giga" non venisse completato entro giugno 2026.
Parallelamente, il governo potrebbe adottare una strategia del “bastone e della carota” nei confronti di KKR per favorire la creazione di una rete unica. Da un lato, con la rete unica KKR potrebbe trarre vantaggio da un regime regolatorio incentivante in stile RAB per FiberCop, rendendo più conveniente la propria exit e garantendo un ulteriore earnout di EU400mn a TIM.
Dall’altro, il governo potrebbe imporre vincoli più stringenti, come anticipare la scadenza dello switch off dal rame alla fibra (attualmente fissata al 2030), costringendo FiberCop a maggiori investimenti a breve termine.
Per quanto riguarda l’eventuale utilizzo di Starlink per completare le coperture del bando PNRR, ricordiamo che il servizio è già disponibile in Italia, aspetto che solleva dubbi sulla necessità di ulteriori fondi pubblici.
Inoltre, il sostegno del governo a Starlink rischierebbe di favorire un operatore extra -UE senza garantire un mercato wholesale aperto, violando quindi i principi di libera concorrenza. Infine, le reti FWA, come quelle di Eolo, già offrono prestazioni competitive a circa 30 euro/mese, ponendo int errogativi sull’effettivo valore aggiunto di finanziamenti pubblici per Starlink.
Azioni menzionate
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