Tim - Retelit entra in trattative esclusive per rilevare BT Italia

Indiscrezioni de Il Sole 24 Ore

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo Il Sole 24 Ore, Retelit è entrata in trattative esclusive per rilevare le attività di BT Italia, risultando l’unico operatore rimasto in gara dopo una selezione che ha coinvolto anche Tim, Ultranet e il fondo tedesco Mutares. Il processo rientra nella strategia di dismissione degli asset italiani da parte di BT, a seguito di anni complessi segnati anche da irregolarità contabili nei bilanci 2015-2016.

Retelit, controllata dal fondo spagnolo Asterion e focalizzata sul mercato B2B, ha già rilevato nel 2023 BT Enìa, operatore attivo in Emilia-Romagna, e più di recente ha acquisito Sparkle insieme al MEF, per un valore di Eu700mn (closing atteso nel 1Q26).  BT Italia ha chiuso il FY 2023 con Eu300mn di ricavi (-12% YoY) e un utile di Eu6.44mn (vs Eu28mn nel 2022). Tra i principali clienti figurano gruppi come Stellantis ed Eni.

Effetto

Già a metà marzo erano circolate indiscrezioni di stampa circa il ritiro di TIM dalla procedura competitiva per l’acquisizione di BT Italia, lasciando Retelit e Ultranet come unici operatori ancora in corsa.

TIM aveva inizialmente presentato, nel settembre scorso, un’offerta non vincolante per gli asset italiani dell’operatore britannico, subordinata alla previsione di una dote di circa 100 milioni di euro a sostegno del piano di rilancio della divisione, attualmente in fase di ristrutturazione.

Le motivazioni ufficiali del disimpegno non sono state comunicate, ma l’operazione appariva in linea con il posizionamento strategico di TIM Enterprise, orientato a operazioni di M&A su target di piccola e media dimensione per consolidare l’offerta nei segmenti connettività, cloud e cybersecurity rivolti a large corporate e pubblica amministrazione. È verosimile che a influire sulla decisione di TIM di ritirarsi dalla gara siano stati, da un lato, lo stato di turnaround di BT Italia e, dall’altro, il limitato potenziale di creazione di valore associato a un asset di dimensioni contenute e già oggetto di ristrutturazione.

A ciò si aggiunge l’orientamento espresso dal management di TIM a non perseguire operazioni M&A nel segmento Enterprise che comportino impegni finanziari rilevanti, come nel caso di grandi target quali Lutech, Engineering o MaticMind, caratterizzati da bassa redditività (10-15%), modelli di business labour-intensive e multipli valutativi elevati (circa 10x EBITDA, contro il 4x del gruppo TIM). Il management di TIM ha evidenziato che TIM Enterprise (da noi valutata circa Eu6.3bn nella nostra valutazione SOP, ad un multiplo di 8.5x sull'EBITDAaL’25E) non ha difficoltà a intercettare la domanda di mercato, ma deve focalizzarsi sui margini, privilegiando la crescita organica e optando per una strategia "MAKE" anziché "BUY", pur non escludendo piccoli investimenti equity in società partner attive nell'integrazione di sistemi.



Azioni menzionate

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