Tim - Rete unica, prima riunione tra i soci, a breve altri incontri
Sviluppi positivi che potrebbero in parte spiegare la forza del titolo nella seduta di ieri

Fatto
Il Sole24Ore riferisce che ieri si è tenuto il primo incontro tra gli azionisti di FiberCop e Open Fiber per avviare i colloqui sulla rete unica. Il MEF, presente con Marcello Sala, punta a un’integrazione completa includendo anche le aree nere, tema sensibile sul fronte antitrust. In alternativa, Macquarie – azionista al 40% di Open Fiber – ha ribadito l’interesse a rilevare le aree nere in caso di richieste da parte dell’UE. Una nuova riunione è attesa a breve per valutare la fattibilità dell’operazione.
Effetto
Sviluppi positivi che potrebbero in parte spiegare la forza del titolo nella seduta di ieri. Ricordiamo anche che, secondo la stampa, AGCOM potrebbe riunirsi domani per approvare lo status di operatore “wholesale-only" per FiberCop, un passaggio ormai scontato dopo la perdita del controllo da parte di TIM e propedeutico all'integrazione con Open Fiber.
Un’intesa tra FiberCop e Open Fiber entro la fine del 2026 (a 30 mesi dalla cessione di FiberCop) consentirebbe a TIM di incassare un earnout fino a un massimo di Eu2.5bn (pari al 75% delle sinergie industriali, ammontare complessivo di Eu3.3bn), da noi considerato ad una probabilità del 40% nella nostra SOP, equivalente a circa €0.05/azione aggiuntivi rispetto al nostro target price di €0.38/azione ordinaria.
Una cessione delle aree nere di Open Fiber a Macquarie (già azionista al 40%) o ad altri operatori regionali, seguita dall’integrazione delle aree grigie e bianche con FiberCop comporterebbe minori sinergie industriali rispetto ad una completa integrazione delle rispettive infrastrutture, ma potrebbe essere più semplice da approvare a livello antitrust. In alternativa, l’Antitrust UE potrebbe adottare un approccio più flessibile, preferendo rimedi comportamentali (obblighi di investimento, accesso equo alla rete, trasparenza) anziché la cessione di asset.
Con la costituzione di un operatore unico regolamentato non escludiamo la futura adozione di un regime regolatorio incentivante stile RAB. Questo da un lato aumenta la possibilità di massimizzare l’earnout a favore di TIM, dall’altro potrebbe comportare un aumento delle tariffe wholesale, che verosimilmente gli operatori trasferirebbero ai clienti finali.
Azioni menzionate
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