TIM - Rete unica grande opportunità per l’Italia secondo Riccardo Ruggiero

Continuiamo a ritenere che un’offerta congiunta di KKR e CDP, possibilmente con il supporto del governo, rappresenti lo scenario ideale per TIM,

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

In un intervento a MF, Riccardo Ruggiero (attuale presidente di Melita Italia ed ex CEO di TIM) ripropone la rete unica come soluzione per garantire ritorni adeguati sugli investimenti, oggi compromessi dalla concorrenza infrastrutturale tra TIM [TLIT.MI] e Open Fiber, e superare i digital divide in Italia. Ruggiero parla nello specifico della creazione di un unico soggetto integrato in grado di operare su vasta scala con un'infrastruttura digitale in chiave tecnologica multi-standard, quindi utilizzando Ftth, Fttc, Fwa, tecnologie già disponibili per raggiungere tutti gli obiettivi. In particolare: Tim dovrebbe liberarsi dalle zavorre del passato e ritornare a generare cassa e OF dovrebbe orientarsi fortemente al mercato e nell’operazione dovrebbero essere coinvolti anche fondi infrastrutturali con un orientamento di lungo termine.

Ruggiero aggiunge poi l’opportunità dall’utilizzo dei fondi PNRR (Eu209bn di cui Eu6.7bn destinati al settore telefonico per la copertura delle aree bianche) ma anche la creazione di un Centro di Ricerca e Sviluppo Nazionale per attrarre capitali esteri, talenti nazionali e internazionali, start-up innovative, sviluppo di brevetti e copyright nazionali.

Effetto

La posizione di Ruggiero è condivisibile, ma ci sembra ormai superata dal corso degli eventi e dalle numerose difficoltà finora incontrate dal progetto di rete unica, in particolare i vincoli antitrust (rimedi per mitigare la concentrazione orizzontale, oltre alla necessità di superamento integrazione verticale), il conflitto di interessi legato alla posizione di CDP (azionista di TIM al 10% e di OF al 60%), la posizione dei vari soggetti coinvolti (KKR investita in FiberCop e Macquarie azionista di minoranza in OF) ed in particolare di Vivendi (contraria di fatto ad una cessione della rete, almeno a prezzi inferiori a Eu26-31bn).

A questi punti si aggiunge il progressivo venir meno delle sinergie considerando l’elevato overlap sulle aree nere, dove sia TIM che OF hanno continuato ad investire separatamente in questi ultimi anni, e il fatto che le due infrastrutture hanno architetture di rete poco compatibili tra loro. L’eventuale break up di Open Fiber potrebbe facilitare un coinvolgimento futuro di CDP nel dossier NetCo senza limitazioni antitrust e nello specifico consentirebbe a CDP di limitare l’impegno finanziario per acquisire una partecipazione qualificata in NetCo a fianco di KKR/F2i, conferendo gli asset restanti di Open Fiber.

Continuiamo a ritenere che un’offerta congiunta di KKR e CDP, possibilmente con il supporto del governo, rappresenti lo scenario ideale per TIM, perché farebbe venir meno i rischi di veti incrociati tra CDP (esercizio golden power del governo) e KKR (placet per cessione di FiberCop) e portare verosimilmente ad un miglioramento della valutazione di NetCo (in questo caso, upside da sinergie derivante dalla combinazione di NetCo con aree grigie e bianche di OF). 

Giudizio Molto Interessante, target price 0,41 euro.



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