TIM - Ravanelli (F2i) conferma le trattative con KKR

Il coinvolgimento di F2i (partecipata al 14% da CDP) e con un ruolo nella governance della cordata come trait d'union con KKR avrebbe diversi vantaggi:

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

Il CEO di F2i Ravanelli ha confermato ieri che F2i sarebbe in trattative con KKR per un proprio coinvolgimento nell’offerta per KKR.

Secondo la stampa, F2i potrebbe rilevare una quota del 10-15% in NetCo, a fronte di un investimento limitato ma sufficiente a garantire una presenza minima italiana nel caso in cui KKR dovesse rilevare il controllo di NetCo.

Il piano di Macquarie (MAM) per lo scorporo di Open Fiber (aree nere a MAM e grigie/bianche a CDP) per lasciare a CDP la possibilità di coalizzarsi con KKR senza incorrere in problemi antitrust sarebbe stato invece accolto con una certa freddezza da CDP e mancherebbe un accordo sulla valutazione degli asset di OF.

In assenza di un accordo tra MAM e CDP, non è escluso che un’eventuale offerta congiunta tra CDP e KKR potrebbe sfociare in un contenzioso legale da parte di MAM, secondo il Sole24Ore.

Dal canto suo, KKR appare fiduciosa che la sua nuova offerta da Eu23bn (includendo Eu2bn di earnout) possa incassare il via libera dal governo senza l’esercizio del golden power, lasciando al governo un ruolo chiave nella governance (un successivo coinvolgimento di CDP nell’offerta resta una delle opzioni sul tavolo).

In agenda oggi il CdA TIM per la cooptazione del quindicesimo consigliere, resta in pole il candidato di Vivendi Luciano Carta, ma potrebbero spuntare anche altri candidati presentati dal Comitato Nomine e su indicazione di CDP.

Effetto

Il coinvolgimento di F2i (partecipata al 14% da CDP) e con un ruolo nella governance della cordata come trait d'union con KKR avrebbe diversi vantaggi:

i) mitigare le issue antitrust legate alla presenza di CDP nel consorzio, rispondendo così alle pregiudiziali poste da KKR per l’investimento nella maxicordata e riducendo gli execution risk futuri (rimedi antitrust) in caso di successo del deal,

ii) assicurare maggiori disponibilità di capitali per un bump nell’offerta (secondo le indicazioni di stampa, F2i tramite il suo Fondo V avrebbe una dotazione liquida per Eu600mn che con la leva potrebbe portare a un investimento di circa Eu2.5bn).

La presenza di una partecipata pubblica a fianco di KKR nell’azionariato di NetCo potrebbe poi agevolare la possibile applicazione di un paradigma vincente simile a quello adottato per Terna con la realizzazione di un operatore unico quotato a controllo statale (merger di Netco con Open Fiber e successivo IPO) che in futuro potrebbe beneficiare di una regolamentazione RAB simile a quella adottata per le utilities, rendendo ancora piu interessante la exit futura per KKR.

Se F2i e/o un’altra partecipata pubblica dovessero sostituirsi completamente a CDP nella cordata vedremmo anche maggiori chance di  approvazione dell’offerta da parte dell’AGM di TIM (CDP potrebbe infatti partecipare al voto  con la sua quota del 9.8%).

Quanto al CdA di oggi, difficile stabilire se l’eventuale cooptazione di Luciano Carta nel CdA TIM [TLIT.MI] possa alterare gli equilibri all’interno del consiglio a favore di Vivendi  per bloccare la cessione di NetCo a prezzi inferiori a Eu26bn (La Repubblica oggi scrive che la maggioranza del CdA sarebbe schierata a fianco del CEO Labriola) o se, considerando il curriculum e l’esperienza del manager in società a controllo pubblico, prevarrà una maggiore sensibilità istituzionale nel riconoscere a TIM l’opportunità storica di valorizzare l’asset, abbattere strutturalmente il debito e procedere al rilancio delle altre attività.

Giudizio Molto Interessante, target price 0,41 euro.



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