TIM - Parla Ravanelli (F2i): la rete unica ha senso ma ci vuole tempo

La fusione tra FiberCop e Open Fiber “ha molto senso”, dice il ceo del fondo F2i, socio di Fibercop con una quota dell'11%, al Corriere della Sera, ma richiederà tempo per trovare un accordo

Autore: Redazione
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Fatto

In un’intervista al Corriere della Sera, il CEO di F2i, Renato Ravanelli, ha dichiarato che la fusione tra FiberCop e Open Fiber “ha molto senso”, ma richiederà tempo per trovare un accordo. Il manager ha sottolineato l’importanza di una rete unica per evitare duplicazioni negli investimenti, con un operatore neutrale che garantisca pari accesso a tutti gli utenti, come già avviene in altri settori infrastrutturali. In quest’ottica, nell'intervista si parla dei lavori in corso sulla possibile fusione tra Rai Way ed Ei Towers.

Effetto

F2i è azionista in FiberCop con una quota dell’11.2%, investendo oltre Eu1bn a fianco di KKR (37.8%), CPP (17.5%), ADIA (17.5%) e del MEF (16%). La combinazione di un basso take up rate del FTTH (20% a fine dicembre , l’elevato indebitamento e difficoltà operative potrebbe spingere gli azionisti ad accelerare il dossier rete unica. Un accordo tra FiberCop e Open Fiber, anche solo di natura commerciale, entro la fine del 2026 — ovvero entro 30 mesi dalla cessione di FiberCop — permetterebbe a TIM di incassa re un earnout fino a un massimo di Eu2.5bn (pari al 75% delle sinergie industriali stimate). Nella nostra valutazione SOP su TIM, questo scenario è considerato ad una probabilità piuttosto bassa ( 25% ) con un contributo di circa €0.03 per azione all’interno del nostro target price di €0.50 per azione ordinaria.


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