TIM - Probabile deposito domani del ricorso ordinario da parte di Vivendi
Salvatore Rossi ha confermato a Reuters che non intende candidarsi per un nuovo mandato come presidente
Fatto
Secondo i principali giornali, il ricorso da parte di Vivendi dovrebbe essere depositato domani o al piu tardi la settimana prossima (Corriere della Sera).
Nello specifico, secondo quanto risulta le contestazioni riguarderebbero due punti: il fatto che l'operazione non sia passata al vaglio del comitato parti correlate di Tim e il fatto che la cessione sia stata approvata direttamente dal consiglio senza convocare un'assemblea straordinaria. I legali di Vivendi non sarebbero orientati a depositare un ricorso d'urgenza (articolo 700) ma uno nel merito (La Stampa).
Salvatore Rossi ha confermato a Reuters che non intende candidarsi per un nuovo mandato come presidente del gruppo una volta che il Cda andrà a scadenza l'anno prossimo.
La decisione dovrebbe essere comunicata al CdA di TIM di oggi, chiamato anche a discutere il regolamento per stilare la lista del nuovo CdA.
Tra i possibili candidati alla successione figurano il presidente di Fondazione CRT Fabrizio Palenzona, l'attuale consigliere e presidente di Asstel Massimo Sarmi e l'ex ministro delle Finanze Vittorio Grilli, ora a JP Morgan
Effetto
Con un procedimento ordinario, i tempi sarebbero molto più lunghi rispetto a quelli di un ricorso di urgenza (per quest’ultimo 45 giorni dal deposito) con buone chance per l’operazione di arrivare comunque al closing (atteso entro l’estate 2024).
Le uniche condizioni pendenti per il closing sono l'approvazione dell'antitrust e del golden power.
Di conseguenza, nel caso in cui un futuro pronunciamento del giudice fosse negativo, le probabilità di annullare retroattivamente l'operazione e il trasferimento delle quote di NetCo a KKR/MEF ci sembrano alquanto remote.
Tuttavia, potrebbe esserci la possibilità di raggiungere un accordo extragiudiziale con Vivendi, eventualmente attraverso indennizzi economici a suo favore.
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