Tim - Kepler Cheuvreux alza il target price a 0,39 euro
Principali spunti dall'intervista al Ceo di Wind3

Fatto
Tim sotto i riflettori.
Stamattina Kepler-Cheuvreux ha alzato il target price da 0,35 a 0,39 euro, rafforzando il Buy.
Queste le principali motivazioni. Il nuovo piano aziendale e gli eventi recenti rendono Tim ancora più investibile, con FCF più elevato e leva finanziaria più bassa che implicano che Tim Domestic può ora reggersi in piedi da sola e tornare a una remunerazione degli azionisti superiore a quella del settore. Ora abbiamo anche maggiore visibilità su altri catalizzatori, dalla tassa di concessione al consolidamento in-country, una conversione delle azioni di risparmio o l'uscita di Vivendi.
Principali spunti dalla intervista del Sole24Ore al CEO di WindTre, Gianluca Corti:
• Settore TLC in crisi: urgente un intervento del governo per evitare impatti su servizi, occupazione e competitività.
• Richieste a governo: Supporto sui costi energetici, riconoscendo il settore come energivoro e rinnovo gratuito delle licenze sulle frequenze, dopo l’esborso del 2018.
• Consolidamento: WindTre prosegue con strategia standalone, nessuna trattativa con Iliad. Mercato ha bisogno di consolidamento, ma l’azienda non ha chiesto rimedi per l’accordo Fastweb-Vodafone.
• Investimenti: 5G standalone operativo entro l’estate 2025, con focus su servizi business.
• Obiettivi commerciali: Aumento della quota business e wholesale dal 25% al 30% del fatturato in 3-5 anni, senza ridurre la quota consumer.
• Espansione in nuovi settori: Assicurazioni ed energia, con quest’ultimo già in crescita.
• Fibra: attesa un’accelerazione nei lavori di Open Fiber e FiberCop per migliorare i servizi.
• Tentata cessione rete mobile: WindTre ha rinunciato alla vendita a EQT a causa del veto di Iliad (partner in Zefiro) e della minore convenienza economica legata a inflazione e costi variabili.
Effetto
La strategia standalone di WindTre non ha finora generato miglioramenti tangibili, dal momento che l’operatore continua a risentire di un elevato indebitamento e della necessità di monetizzare asset, come dimostrato dal recente tentativo di cedere la rete mobile a EQT. Dal canto suo, Iliad, con la quota di mercato più bassa nel mobile tra gli operatori MNO (quota del 14.6% sulle SIM human a fine settembre), è destinata a giocare un ruolo da jolly nel consolidamento del mercato italiano.
Con il recente insediamento del nuovo Commissario UE Teresa Ribera alla concorrenza UE, DGCOMP potrebbe adottare un approccio più flessibile sul consolidamento.
TIM (23.5%) e WindTre (24.0%) hanno quote di mercato simili, rendendo una fusione con Iliad soggetta a possibili ri medi antitrust. Tuttavia, un eventuale integrazione Wind3 - Iliad offrirebbe una maggiore complementarità nello spettro 5G (Wind3 priva della banda 700 MHz), riducendo così la necessità di cessioni a nuovi operatori. Un eventuale consolidamento tra Wind3 e Iliad avrebbe comunque risvolti positivi per TIM in termini di market repair.
Per quanto riguarda le richieste al governo sui costi energetici, nell’offerta vincolante di KKR per l’acquisizione di NetCo è previsto un earnout fino a Eu400mn a favore di TIM, subordinato all'introduzione di incentivi settoriali entro il 31 dicembre 2025 (riflessi al 40% nella nostra SOP su TIM).
Sebbene i dettagli di questi incentivi non siano ancora stati resi noti dal governo, è plausibile che possano includere agevolazioni fiscali, contributi per l’innovazione tecnologica o misure per mitigare l’impatto dei costi energetici sul settore delle telecomunicazioni.
Azioni menzionate
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