Tim - La Stampa: Poste studia fusione tra Tim e Iliad

Le indiscrezioni dell’articolo sembrano in contrasto con i toni molto cauti recentemente espressi dal management di Iliad

Autore: Redazione
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Fatto

La Stampa riporta che Poste starebbe studiando una fusione tra TIM e Iliad, che creerebbe un operatore con il 37.5% del mercato mobile e un valore complessivo >Eu25bn. Iliad, valutata Eu6-7bn, sarebbe disponibile a restare in minoranza azionaria, chiedendo però la guida industriale.

Il CEO di TIM, Labriola, ha ribadito la necessità di fusioni anche per sostenere investimenti miliardari in AI. L’AD di Iliad Italia, Levi, conferma che non c’è trattativa concreta in corso, ma apre al confronto.

Effetto

Le indiscrezioni dell’articolo sembrano in contrasto con i toni molto cauti recentemente espressi dal management di Iliad, che ha sempre descritto un eventuale consolidamento con TIM più come un’opportunità che come una necessità, alla luce dei solidi risultati standalone di Iliad Italia (28 trimestri consecutivi di crescita).

Diversi punti dell’articolo sollevano perplessità e richiederebbero chiarimenti. La valutazione ipotizzata per Iliad Italia di Eu6-7bn implicherebbe un multiplo EV/EBITDAaL 2025 di circa 16-19x (assumendo una crescita dell’EBITDA del 20% nel 2025), livelli poco coerenti con le metriche normalmente applicate a un asset telecom (TIM oggi tratta a 5.0x sul domestico e 4.6x livello di Gruppo, settore 6.0x).

Inoltre, resta poco chiaro come Iliad potrebbe ottenere la “guida industriale” della società risultante pur rimanendo in minoranza, uno scenario difficile da conciliare con un controllo solo operativo ma non finanziario. Tale assetto potrebbe eventualmente riflettersi in una joint venture limitata al perimetro di TIM Consumer, ma mal si adatterebbe all’obiettivo dichiarato di Iliad di espandersi soprattutto nel segmento business. A questi elementi si aggiunge la complessità dell’operazione sotto il profilo antitrust, con la possibile imposizione di rimedi di natura strutturale (cessione di frequenze/asset) o comportamentali (garanzie di accesso alla rete ai competitor o impegni sugli investimenti). In caso di mancato consolidamento con Iliad, TIM potrebbe comunque trarre beneficio da un’aggregazione tra Iliad e Wind3 o da un accordo industriale di network sharing.



Azioni menzionate

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