TIM - Poste pronta ad entrare nel CdA dopo l'ok dell'Antitrust
Riteniamo che le potenziali sinergie tra TIM e Poste possano articolarsi su tre direttrici:

Fatto
Dopo il via libera di AGCOM (23 luglio, pubblicato il 1° settembre), l’Antitrust ha autorizzato senza prescrizioni l’ingresso di Poste in TIM, aprendo la strada alla nomina di nuovi consiglieri, passaggio dopo il quale AGCOM sarà chiamata a verificare la nuova governance.
Secondo La Stampa, un top manager di Poste (non Del Fante) potrebbe entrare nel CdA e l’AD di TIM potrebbe illustrare le sinergie industriali con Poste in occasione dei risultati 3Q del 5 novembre; lo stesso quotidiano riporta inoltre che Poste sostiene il consolidamento del settore, senza specificare le modalità di riduzione del numero degli operatori da 4 a 3.
Effetto
Riteniamo che le potenziali sinergie tra TIM e Poste possano articolarsi su tre direttrici:
(i) rete, con l’eventuale migrazione di parte della clientela di Poste;
(ii) segmento consumer, tramite piattaforme comuni di vendita e contact center, anche sfruttando la capillarità dei 13.000 uffici postali;
(iii) offerta Enterprise, con focus su cloud e soluzioni ICT.
Tali sinergie saranno oggetto di un’analisi più approfondita nei prossimi mesi e dovrebbero trovare adeguata rappresentazione nel prossimo piano industriale congiunto TIM/Poste. Nelle nostre stime su TIM e nel TP di €0.50/azione non includiamo ancora le sinergie con Poste Italiane. La nostra stima preliminare ci porta ad un NPV complessivo di Eu1.8bn (20% della attuale market cap TIM), basandoci su un risparmio del 2% applicato alla base costi cash aggregata di TIM Domestic e PostePay, pari a circa Eu180mn annui, corrispondenti a un upside di circa il 9% rispetto alle nostre attuali stime di EBITDAaL domestico di TIM.
Abbiamo quantificato questi benefici applicando un multiplo EV/(EBITDA-Capex) pari a 10x, in linea con le attuali valutazioni di mercato di TIM. Di recente la stampa aveva indicato sinergie di costo annue per Eu200-300mn annui dall'utilizzo della rete degli uffici postali di Poste Italiane, oltre ai Eu200mn legati alla migrazione del contratto MVNO di PostePay dalla rete Vodafone a quella di TIM, quest’ultimi già compresi nel piano attuale di TIM.
Azioni menzionate
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