Tim +2,8% Poste in contatto con Vivendi, CVC e Iliad

Barclays ha alzato il target price da 0,35 a 0,37 euro. Oggi il management di TIM è in roadshow a Parigi.

Autore: Redazione
Telecom_websim2

Fatto

Secondo Milano Finanza, il top management di Poste avrebbe avuto una call con Vivendi, che avrebbe confermato l’intenzione di uscire dal capitale di TIM e apprezzato l’approccio di Poste.

Poste è aperta a collaborare con Vivendi se quest’ultima decidesse di mantenere la quota in TIM.

Al momento, tuttavia, VIV sembra intenzionata a votare contro il bilancio 2024 all’AGM di aprile.

Poste sarebbe anche interessata ad un possibile accordo con CVC e Iliad per favorire il consolidamento del mercato, mentre il Governo non avrebbe una posizione unitaria sulla questione.

Il CMD del 21 febbraio potrebbe chiarire i prossimi passi nella partnership con TIM.

Intanto, la prima sinergia concreta sarebbe il roaming di PosteMobile con TIM, sostituendo Vodafone.

Oggi il management di TIM è in roadshow a Parigi.

Il Sole24Ore chiarisce che per rispettare la promessa di tornare a remunerare gli azionisti con Eu350mn nel 2026, Eu500mn nel 2027 e eu600mn nel 2028, TIM deve prima ricostituire le riserve, poiché il bilancio 2024 chiuderà senza utili distribuibili.

Una delle soluzioni ipotizzate per liberare riserve è l’abbattimento del capitale sociale (oggi Eu11.67bn ), operazione che richiederebbe il via libera di un’ EGM , dove Vivendi detiene una minoranza di blocco.

Tuttavia, non c’è urgenza: l’operazione potrebbe essere approvata anche più avanti nel 2025 o all’inizio del 2026.

Effetto

Le aperture di Poste verso Vivendi potrebbero preludere ad una distensione nella governance di TIM, creando le condizioni per iniziative di creazione del valore, tra cui la razionalizzazione della struttura del capitale, e facilitare un dialogo anche con CVC/Iliad per un ulteriore consolidamento del mercato.

Tuttavia, Vivendi ci sembra più propensa a preservare lo status quo, sfruttando la sua influenza nella governance come leva negoziale per ottnere una exit a premio rispetto alle attuali valutazioni di mercato.

Se lo stallo decisionale dovesse persistere, non escludiamo che Poste possa incrementare la propria partecipazione in TIM, portandosi al 24% delle azioni ordinarie (ulteriore investimento da Eu630mn ai prezzi correnti), con l’obiettivo di riequilibrare gli assetti nella governance e sbloccare iniziative di creazione del valore (abbattimento capitale sociale per liberare riserve e remunerare gli azionisti, conversione/buyback titoli di risparmio, consolidamento del mercato) .



Azioni menzionate

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.