TIM - Possibile cessione della quota in INWIT
La quota è nel veicolo Daphne controllato dal fondo Ardian e la vendita, quindi, non sarebbe immediata ma realizzabile nell'arco di piano al 2026.

Fatto
Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore, nel corso del road-show, che ieri ha fatto tappa a Londra, è emerso che, oltre a Sparkle, TIM potrebbe smobilizzare la quota residua in Inwit, circa il 3% in trasparenza per un valore di Eu300mn.
La quota è nel veicolo Daphne controllato dal fondo Ardian e la vendita, quindi, non sarebbe immediata ma realizzabile nell'arco di piano al 2026.
Su Sparkle è in corso un negoziato col MEF per cedere la quota di maggioranza, ma mantenere temporaneamente la gestione della società: questo permetterebbe di ottenere un miglioramento della valutazione rispetto alla base di Eu750mn, earnout inclusi, in termini di enterprise value.
Da segnalare infine che l'hedge Qube Research e Tecnologies ha aumentato lo scoperto su Telecom allo 0 .72% del capitale ordinario.
Milano Finanza riferisce che la Corte dei Conti ha segnalato significativi ritardi di Open Fiber nel raggiungimento dei target di copertura ultra -broadband entro il 2025.
Sono previste sanzioni per un importo iniziale di Eu55mn che potrebbero aumentare fino a Eu158mn entro giugno 2026. In particolare, ad oggi risulta coperto solo il 62% delle aree bianche sollevando dubbi sul completamento del "Piano Bul" entro settembre 2024.
I ritardi riguarderebbero alcune regioni del centro Italia, come Toscana, Lazio e Marche e sarebbero dovuti alla carenza di manodopera e ai ritardi nei rilasci dei permessi. Inoltre, la scelta di Open Fiber di concentrarsi sulle aree grigie potrebbe aver rallentato ulteriormente il processo.
Effetto
Il fabbisogno per OF di ulteriori risorse finanziarie, le difficoltà nel rollout delle aree bianche e grigie entro i tempi previsti e più in generale per l’execution del piano industriale potrebbero indurre CDP/Macquarie a considerare più concretamente una combinazione futura o partnership industriale con NetCo e rendere più probabile per TIM l’incasso dell’earnout complessivo da Eu2.9bn da noi riflesso ad una probabilità del 50% nella nostra SOP (circa €0.07 per azione).
Post cessione di NetCo e senza incorporare gli earnout, sulle nostre stime e ai prezzi correnti, la ServiceCo di Gruppo tratterebbe a circa 3.8x EV/EBITDAaL (settore a 5.5x).
Escludendo la cessione di Sparkle (Eu780mn nella nostra SOP), della quota in INWIT (Eu300mn ai prezzi correnti) e post deconsolidamento di TIM Brasil, lo STUB domestico (essenzialmente TIM Consumer e TIM Enterprise) tratterebbe a circa 2.4x EV/EBITDAaL, facendo emergere una sottovalutazione ancora più spiccata rispetto al settore europeo.
Azioni menzionate
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