TIM - Intervista a Massimo Sarmi (FiberCop, Asstel)

Sarmi evidenzia come il settore stia evolvendo verso un ecosistema integrato, il che richiede competenze avanzate e investimenti.

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

L'inserto Economia del Corriere della Sera riporta un intervista a Massimo Sarmi, presidente di Asstel e di FiberCop, sul futuro delle telecomunicazioni in Europa.

Sarmi evidenzia come il settore stia evolvendo verso un ecosistema integrato, il che richiede competenze avanzate e investimenti.

Negli ultimi 7 anni, gli operatori italiani hanno investito circa Eu7bn all'anno nello sviluppo delle infrastrutture TLC ad altissima velocità (VHCN) e nel 5G, nonostante i flussi di cassa aggregati siano scesi da Eu0.7bn nel 2022 a Eu0.5bn nel 2023.

Il Pnrr ha destinato quasi Eu5.3bn allo sviluppo delle reti entro il 2026. Per competere, gli operatori devono ampliare i servizi con soluzioni di cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale per le imprese e nuovi servizi digitali per i consumatori.

Sarmi sostiene la necessità di un mercato unico europeo per ridurre la frammentazione, favorendo la nascita di operatori paneuropei competitivi. Infine, auspica una revisione della "neutralità della rete" e una formazione professionale sostenuta pubblicamente per adeguarsi alle nuove tecnologie.

Effetto

Messaggi in linea con quelli già espressi da Mario Draghi, che recentemente ha avanzato proposte (report ) per il rilancio del settore TLC europeo, e con le call-to-action lanciate un anno fa dal CEO di TIM, Pietro Labriola (" inaction is no longer an option "), e dal CEO di Vodafone, Margherita Della Valle (" Vodafone Social Contract "). Il settore TLC europeo soffre di un ROCE del 5.9%, inferiore al WACC del 7.7%, un divario che compromette la sostenibilità e la redditività degli investimenti.

Il punto chiave comune è l'urgenza di promuovere un consolidamento sia a livello nazionale che transnazionale per ridurre il numero di operatori in Europa, migliorando al contempo la redditività del settore attraverso politiche mirate a una migliore allocazione del capitale, evitando sprechi e competizione infrastrutturale, estendendo le licenze per lo spettro e aumentando i rendimenti sugli investimenti.

In uno scenario di consolidamento in Italia, non escludiamo un ruolo chiave per TIM ServCo come auspicato dallo stesso CEO Labriola.

Ricordiamo che Fastweb ha valutato Vodafone Italia circa Eu8bn, ad un multiplo di circa 7.6x EV/EBITDAaL e 29x EV/OpFCF. Se assumessimo lo stesso multiplo per la ServCo domestica di TIM il nostro target price su TIM di Eu0.38/azione potrebbe beneficiare di un ulteriore upside di circa Eu0. 17/azione, cristallizzabile attraverso un consolidamento del mercato o una cessione dell'asset.



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