TIM - Perfezionata la cessione di NetCo a KKR
Il closing è avvenuto nei tempi e nei termini previsti,

Fatto
TIM ha perfezionato ieri la cessione di NetCo a KKR mediante il conferimento in FiberCop (società controllata al 58% da TIM) del ramo d'azienda di TIM che comprende l'infrastruttura di rete fissa e le attività wholesale, e la successiva acquisizione dell'intero capitale di FiberCop da parte di Optics BidCo, società controllata da KKR. Il deleverage previsto al closing, al lordo di alcuni aggiustamenti di prezzo è confermato a Eu14.2bn. Confermati anche gli aggiustamenti e i costi di separazione pari a complessivi Eu400mn, che si traducono in un incasso netto effettivo di Eu13.8bn. TIM segnala inoltre che la componente di cassa corrispondente agli anticipi PNRR relativi a FiberCop, pari Eu400mn, è stata deconsolidata nel contesto dell'operazione.
A seguito della cessione, i rapporti tra NetCo e TIM sono regolati attraverso un MSA di durata di 15 anni, rinnovabile per ulteriori 15 anni, e i servizi saranno resi a prezzi di mercato e senza impegni minimi di acquisto. A valle dell'operazione, l'organico totale di TIM scende da 37.065 a 17.281 persone, equivalenti a 16.135 full time equivalent.
Dal canto suo, il Ministro del Tesoro Giorgetti ha espresso soddisfazione per il closing ricordando che il governo è intervenuto in un settore strategico, con una grande operazione di politica industriale che mette anche in sicurezza TIM e i suoi lavoratori.
Effetto
Il closing è avvenuto nei tempi e nei termini previsti, così come gli aggiustamenti di prezzo e il deconsolidamento degli anticipi PNRR relativi a FiberCop sono in linea con quanto già comunicato a marzo, e già inclusi nell’obiettivo di deleverage di =2x a fine anno (target: ±Eu7.5bn, nostra stima Eu7.53bn).
Le nostre stime 2024 sono nel complesso coerenti con il bridge pubblicato in slide dalla Società e tengono conto di una generazione di cassa operativa di Eu1.5bn (tgt: Eu1.6bn), un assorbimento ordinario di circolante per Eu0.6bn (tgt: Eu0.4bn), one-off per Eu0.75bn (costi di separazione per Eu0.4bn e restituzione anticipi PNRR per altri Eu0.4bn), oneri finanziari per Eu1.05bn (tgt: Eu1.1bn), cash taxes di Eu285mn (tgt: Eu0.2bn) e dividendi ai minoranzisti di TIM Brasil per Eu206mn (tgt: Eu0.2bn). La cessione della rete porterà importanti vantaggi regolatori grazie al superamento dell’integrazione verticale (tra cui l’eliminazione del test di replicabilità ex ante sulle offerte retail) e consentirà la creazione di un operatore infrastrutturale wholesale-only in grado di servire tutti gli operatori sul mercato agli stessi termini e condizioni, senza alterare la struttura del mercato e senza rischi di una concentrazione orizzontale con Open Fiber. Per quanto concerne la sostenibilità e il miglioramento del profilo finanziario del business retail restante, ricordiamo che il deleverage del piano Free To Run non include i benefici addizionali dall’incasso degli earnout sulla cessione di NetCo (fino a Eu2.9bn) e dalla vendita di Sparkle per circa Eu0.8bn (asset non destinato a generare cassa in arco piano) e della quota non-core in INWIT (Eu0.3bn), oltre ai proventi legati alla restituzione del Canone 1998 (c. Eu1bn).
Questi elementi potrebbero contribuire a dimezzare la leva e l’indebitamento attualmente previsti per fine 2026 (target: 1.6-1.7x EBITDA, debito netto di c. Eu7.0bn), con importanti risparmi futuri sugli oneri finanziari rispetto alle attuali assunzioni di piano (circa Eu0.8bn l’anno).
Azioni menzionate
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