TIM - Operatori UE contro la norma su reti fisse
Non vediamo impatti sulle Tlc italiane

Fatto
Una coalizione di operatori telco europei ha scritto alla Commissione UE contro la proposta di Digital Networks Act. Il testo prevede l’abolizione della regolazione ex-ante sull’accesso alle reti fisse (obbligo di accesso all’ingrosso e prezzi regolati), con l’obiettivo di semplificare le norme e attrarre investimenti privati.
Secondo Bruxelles, la deregolamentazione aiuterebbe gli ex incumbent a investire più velocemente nella fibra, promuovendo la sostituzione della rete in rame. Gli operatori alternativi temono però un ritorno al monopolio infrastrutturale, con minori scelte e prezzi più alti per i consumatori.
La lettera chiede di mantenere il modello wholesale-only e garantire un quadro stabile e concorrenziale, in linea con gli obiettivi della “Digital Decade 2030”.
Effetto
Il Digital Networks Act è ancora una proposta in fase di negoziazione e l’eventuale applicazione resterà in capo ai regolatori nazionali.
Le misure UE puntano ad armonizzare la regolazione nei Paesi dove persistono ex-monopoli verticali, ma non vediamo ricadute per l’Italia, dove il processo di separazione infrastrutturale è ormai avanzato (TIM non più verticalmente integrata, modello wholesale only per Open Fiber e FiberCop) e la regolazione AGCOM già orientata all’accesso all’ingrosso e alla neutralità tecnologica.
I rilievi maggiori provengono da Open Fiber, che teme che una deregolamentazione selettiva a favore degli operatori ancora integrati in UE penalizzi il suo modello wholesale-only.
Azioni menzionate
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