Tim - Open Fiber, 4 lotti a rischio revoca nelle aree grigie del Pnrr

Il Cda di OF dovrebbe riunirsi entro il 28 maggio per valutare il trasferimento dei lotti a FiberCop, disponibile solo fino al 30 giugno

Autore: Redazione
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Fatto

Il Sole24Ore riporta che Open Fiber (OF) rischia la revoca di 4 lotti PNRR nelle aree grigie del Piano Italia a 1 Giga se entro il 30 giugno non raggiunge il 70% del target intermedio, soglia mai centrata finora.

La società gestisce 8 lotti (2.2 milioni di civici), FiberCop 7 (1.3 milioni). In Toscana OF è in forte ritardo; a rischio anche Lazio, Veneto-Friuli ed Emilia-Romagna, mentre la Lombardia è in linea.

Il Cda di OF dovrebbe riunirsi entro il 28 maggio per valutare il trasferimento dei lotti a FiberCop, disponibile solo fino al 30 giugno. L’AD Gola, però, non avrebbe alcun mandato per trattare. La questione si intreccia con il progetto di integrazione con FiberCop.  Reuters riporta divergenze tra CDP, favorevole all'inclusione delle aree nere di OF (valutabili in un range di Eu4-6bn) nella rete unica, e Macquarie, che vorrebbe separarle ed è disposta ad acquistarle. 

Effetto

Un’intesa. anche commerciale, tra FiberCop e Open Fiber entro la fine del 2026 (a 30 mesi dalla cessione di FiberCop) consentirebbe a TIM di incassare un earnout fino a un massimo di Eu2.5bn (pari al 75% delle sinergie industriali), da noi considerato ad una probabilità del 40% nella nostra SOP, equivalente a circa €0.05/azione nel nostro target price di €0.45/azione ordinaria.

Una integrazione limitata alle sole bianche e grigie non dovrebbe comportare issue antitrust, soprattutto se Macquarie (40% di OF) sarà disponibile a rilevare le aree nere di OF o a cederle ad altri operatori (immaginiamo Fastweb/Vodafone o a player regionali).

In alternativa, l’Antitrust UE potrebbe adottare un approccio più flessibile, preferendo rimedi comportamentali (obblighi di investimento, accesso equo alla rete, trasparenza) anziché la cessione di asset. Con la costituzione di un operatore unico regolamentato non escludiamo la futura adozione di un regime regolatorio incentivante stile RAB.

Questo da un lato aumenta la possibilità di massimizzare l’earnout a favore di TIM, dall’altro potrebbe comportare un aumento delle tariffe wholesale, che verosimilmente gli operatori trasferirebbero ai clienti finali.



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