TIM - Nuovo incontro tra Open Fiber e FiberCop su aree grigie
Un’intesa tra i due operatori consentirebbe a TIM di incassare un earnout fino a un massimo di Eu2.5 miliardi

Fatto
Secondo il Sole24Ore, presso il Dipartimento per la trasformazione digitale si è svolto un nuovo confronto tra Open Fiber e FiberCop sullo stato di avanzamento dei progetti nelle aree grigie finanziate dal PNRR.
FiberCop ha reiterato la richiesta di subentro in due lotti gestiti da Open Fiber, ma la proposta è stata respinta da tutti gli attori istituzionali coinvolti.
Open Fiber ha aperto solo a subentri selettivi e vincolati a precise condizioni operative.
Contestualmente, è stata ribadita la richiesta di riduzione del perimetro (circa 600k civici) e sono state avanzate ipotesi di estensione dei termini o integrazione delle risorse del PNRR.
Effetto
Il clima tra i due operatori si fa sempre più teso. Lo scontro si estende non solo alle aree grigie, ma anche alle aree bianche, dove Open Fiber è l’unico operatore titolato a investire.
Il governo, coinvolto su entrambi i fronti, in quanto azionista sia di FiberCop, sia di Open Fiber, potrebbe accelerare sul dossier rete unica.
Un’intesa tra FiberCop e Open Fiber entro il 2026, consentirebbe a TIM di incassare un earnout fino a un massimo di Eu2.5 miliardi (pari al 75% delle sinergie industriali), da noi considerato ad una probabilità del 40% nella nostra somma delle parti, equivalente a circa €0.05/azione aggiuntivi rispetto al nostro target price di €0.44/azione ordinaria.
Azioni menzionate
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