TIM - Nuove indiscrezioni di stampa
Il Sole24Ore e Reuters riportano che entro la fine di gennaio KKR dovrebbe presentare il filing all’antitrust UE relativo all'acquisizione di TIM NetCo

Fatto
Il Sole24Ore e Reuters riportano che entro la fine di gennaio KKR dovrebbe presentare il filing all’antitrust UE relativo all'acquisizione di TIM NetCo.
Il fondo USA sarebbe in contatto con DGCOMP da alcune settimane (pre-filing). L’obiettivo è di arrivare al closing entro l’estate. La prossima settimana KKR dovrebbe presentare il filing anche ad AGCOM in Italia, passaggio rilevante per ottenere il "dividendo regolamentare" derivante dalla separazione di NetCo da ServiceCo, non verticalmente integrata.
Il CdA di TIM della prossima settimana dovrebbe infine avviare il processo formale per la definizione della lista del nuovo Consiglio, mentre a fine di gennaio è attesa una nuova offerta di KKR per Sparkle. Il gap sulle valutazioni per l’asset sarebbe di circa Eu200mn. Il CdA di TIM potrebbe esaminare l'offerta di KKR per Sparkle il 14 febbraio quando sarà chiamata anche ad approvare i risultati preliminari 2023.
Il Sole24Ore riferisce anche del piano di taglio costi annunciato da Wind3, con la costituzione di un team di progetto cross funzionale per migliorare l’efficienza operativa, garantire la sostenibilità economica, oltre a contribuire agli obiettivi di budget. I sindacati sarebbero già in allarme. Il piano arriva dopo le recenti indiscrezioni su un possibile rischio di stand-by del progetto di scorporo e di vendita del 60% della rete (fissa e mobile) a EQT.
Effetto
Le tempistiche dei diversi filing indicate dalla stampa potrebbero consentire a TIM e KKR di chiudere l’operazione anche prima dell’estate.
Nel recente briefing agli analisti sell-side, il management di TIM aveva indicato che dovrebbero essere necessari 2-3 mesi per la review antitrust UE e l’esame golden power (condizioni sospensive per il closing), ma servono in ogni caso almeno 6 mesi per poter cedere un ramo d’azienda di recente costituzione, in base alla normativa giuslavoristica italiana.
Non ci aspettiamo particolari criticità per l’ottenimento del via libera da parte dell’antitrust UE, dal momento che l’operazione porterà alla creazione di un operatore wholesale-only in grado di offrire accesso alla rete a tutti i player di mercato a prezzi fair e a condizioni non discriminatorie, in base all’articolo 80 dello European Electronic Communications Code.
Anche per il via libera da parte del golden power (l’operazione dovrebbe essere stata già pre-notificata al governo), non vediamo particolari issue, considerando il coinvolgimento del MEF nel deal.
La review regolatoria avviata invece da AGCOM non ci risulta, invece, una condizione sospensiva necessaria per il closing ma si tratta di una review necessaria per definire la regolamentazione ex post della nuova NetCo.
Tra i vantaggi industriali e regolatori, ricordiamo la cancellazione del test di replicabilità ex ante sulle offerte retail, la possibilità per la ServCo di lanciare offerte differenziate su base geografica e in bundle con altri servizi, mentre sul fronte wholesale, la possibilità per TIM Consumer e TM Enterprise di ottenere tariffe scontate in base ai volumi, ma senza impegni contrattuali su volumi minimi garantiti, come peraltro stabilito dal MSA tra NetCo e ServiceCo.
Azioni menzionate
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