TIM - Per la rete si fa avanti una super alleanza pubblico/privato
Le ultime indiscrezioni confermano l'accelerazione della trattativa per la società della rete. Aumenta il peso della componente pubblica, destinata a far sentire il suo peso post transazione
Fatto
Secondo quanto riportato da La Repubblica, KKR, il Tesoro (MEF), F2i e CDP avrebbero l'obiettivo di raggiungere un MOU per NetCo entro il 15 agosto. Si tratta di un accordo non vincolante, soggetto a diverse condizioni, tra cui l'approvazione dell'Antitrust Ue. Una volta firmato il contratto di acquisto della rete di TIM, CDP, F2i e il MEF avrebbero l'esclusiva per acquisire una minoranza di blocco con forti poteri di governance. Per il MEF, questa questione è delicata e complessa, considerando le limitate risorse finanziarie e il timore che l'investimento possa essere considerato un aiuto di stato dall'UE.
Effetto
Ci sono indiscrezioni positive che sembrano confermare un'accelerazione nelle trattative tra KKR e F2i/CDP/governo per un possibile coinvolgimento di "soggetti a trazione pubblica" nell'offerta vincolante per NetCo. Secondo la stampa, il governo ha l'intenzione di riservare una quota del 30-35% di NetCo a "mani italiane", includendo la partecipazione di CDP (senza diritti di governance per ragioni antitrust), F2i e una quota residuale di TIM. Tuttavia, si è anche parlato delle difficoltà di F2i nel raccogliere 3 miliardi di euro per acquisire una partecipazione del 15% in NetCo, e il Ministero dell'Economia e delle Finanze sta lavorando a una norma ad hoc per raccogliere 3 miliardi di euro da sottoporre al vaglio della Corte dei Conti, considerando le possibili questioni politiche (il ritorno dello Stato nel settore TLC) e regolatorie (normativa sugli aiuti di Stato). Continuiamo a ritenere che un'offerta congiunta di KKR e CDP, con il supporto del governo e di altri "soggetti a trazione pubblica", rappresenti lo scenario ideale per TIM, poiché eliminerebbe i rischi di veti incrociati tra CDP (esercizio del golden power del governo) e KKR (approvazione per la cessione di FiberCop) e potrebbe portare a un miglioramento della valutazione di NetCo (con un upside da sinergie derivante dalla combinazione di NetCo con aree grigie e bianche di OF in caso di break-up) almeno sopra i 23 miliardi di euro inizialmente proposti da KKR.
In questo articolo
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